Stasi e Motta in nazionale, la Von si colora d’azzurro
Il portiere convocato dalla nazionale sperimentale di Fiori, la lavenese con il setterosa maggiore. Mendozza a sorpresa fuori da entrambe
Dopo la sconfitta interna con l’Ortigia Siracusa arrivano buone nuove per la società di via Copelli: Silvia Motta è stata convocata da Mauro Maugeri per il raduno del Setterosa a Catania, mentre Solveig Stasi è ad Avezzano con la nazionale juniores, una sorta di vivaio da cui la nazionale maggiore potrà attingere in futuro.
Se ormai la convocazione della centrovasca varesina non stupisce più, avendo la sua chiamata assunto già una certa continuità, la novità è invece rappresentata da Stasi (nella foto), autrice di un avvio di stagione strepitoso, iniziato con un debutto da febbricitante contro la McDonald’s Firenze. Abbiamo perciò intervistato la grande sorpresa di questo avvio di stagione a tinte forti in casa Varese Olona.
Innanzitutto complimenti per la convocazione. Rappresenta una rivincita per la sua esclusione dai Mondiali Juniores di fine luglio?
«Nessuna rivincita. Io paro per la squadra, per fare del mio meglio ed il resto viene di conseguenza. Chiaramente ci sono rimasta male per quell’esclusione, ma io penso in primis alla Von».
Anche Naike Mendozza è partita alla grande, eppure è rimasta a casa. Sorpresa?
«Decisamente sorpresa. Insomma, finora ha segnato 17 gol ed è stata anche il capitano azzurro ai Mondiali junior. Non conosco i motivi della sua esclusione».
La sua convocazione ed i suoi miglioramenti a cosa pensa siano dovuti?
«Penso che avere un allenatore con un passato da portiere sia indubbiamente un vantaggio. I suoi consigli in allenamento sono molto utili, Dusan ha migliorato la mia posizione tra i pali. Inoltre i metodi di allenamento sono cambiati rispetto all’anno passato: da un punto di vista fisico sono meno pesanti ed io riesco ad essere più brillante».
I tiri di Bujika in allenamento l’hanno temprata?
«Beh devo dire che Barbara ha un tiro formidabile. Abituata alle sue bordate ogni giorno, i tiri delle avversarie fanno meno paura».
Un suo bilancio fino a questo punto della stagione?
«Per ora è un avvio da incorniciare: personalmente sto parando bene ed ho ritrovato la nazionale. Per quanto riguarda la squadra poi, nessuno penso potesse pronosticare un avvio del genere alla vigilia del campionato. Siamo quinte, abbiamo vinto cinque gare su sette rimediando due sconfitte di misura contro avversarie sulla carta più forti».
Nelle due sconfitte, sono maggiori i rimpianti per non aver strappato qualche punto o la soddisfazione per aver tenuto testa ad avversarie più titolate?
«Diciamo entrambi: senza dubbio c’è la soddisfazione dettata dalla consapevolezza di potercela giocare contro chiunque. Dall’altra parte è innegabile che qualche rimpianto ci sia, soprattutto per quanto riguarda la partita con Siracusa: non tutte abbiamo giocato al top ma nonostante ciò abbiamo sfiorato per lo meno il pari».
Come ha visto dall’acqua il debutto stagionale di Masip?
«Cora è una giocatrice fantastica, a mio parere fortissima. Non era facile rientrare in un match del genere dopo due mesi di sola bicicletta e nuoto. Eppure, sebbene a sprazzi, ha già fatto vedere di cosa sia capace. Ha fatto un paio di lanci strappa applausi. È normale non sia ancora al top, ma già così è un valore aggiunto importante».
Per concludere qualche cifra: tre rigori parati finora su cinque, con una percentuale superiore al 50%. Cosa ne pensa?
«Guardo avanti. Speriamo di pararne ancora tanti».
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