Arrestato il “tuttofare” delle prostitute
Sessantenne di Rescaldina in manette con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione
Le andava a prendere al treno e le portava al lavoro, restava in contatto telefonico con loro per ogni necessità, passava più volte al giorno per vedere se avevano bisogno di qualcosa e, se restavano senza, portava loro persino "gli attrezzi del mestiere".
Un uomo davvero servizievole il 60enne che ieri pomeriggio è stato arrestato dagli uomini della Squadra Mobile di Varese, se non fosse per qualche "piccolo" particolare: le ragazze per le quali si dava tanto da fare erano due prostitute, il posto di lavoro era la provinciale tra Gorla e Lonate Ceppino, gli attrezzi del mestiere erano preservativi.
Così l’uomo, un pensionato incensurato, residente a Rescaldina, è finito in manette con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. A scoprire come il 60enne occupava le sue giornate, sonos tati gli uomini della Squadra Mobile di Varese, che nei loro servizi di appostamento e pedinamento nei boschi fra Tradate, Gorla e Lonate Ceppino, avevano notato più volte la sua Ford che, con regolarità sospetta, transitava nella zona. I poliziotti ci hanno messo poco a scoprire il legame tra il pensionato italiano e due prostitute africane di 24 e 25 anni, una del Ghana, l’altra proveniente dalla Nigeria.
Ieri pomeriggio, raccolti tutti gli elementi necessari, gli uominidella Mobile, coordinati dal dottor Novati, hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo, ora in carcere a Busto Arsizio.
Secondo quanto ricostruito, il pensionato ogni giorno si recava alla stazione di Busto Arsizio nel primo pomeriggio a prelevare le ragazze provenienti da Torino. Nella sua macchina le due si toglievano jeans e maglioni (ritrovati nella Ford del 60 enne) e indossavano gli abiti "da lavoro". Durante le ore di lavoro, il pensionato tuttofare forniva loro sicurezza, grazie ai continui contatti telefonici, portava loro i profilattici, interveniva in caso di bisogno e alla fine della giornata le riaccompagnava in stazione.
Secondo quanto dichiarato dai tre, in cambio di questo servizio di assistenza il pensionato non riceveva soldi ma prestazioni sessuali gratuite. Un "compenso" sufficiente per far scattare l’incrimanazione per favoreggiamento.
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