Pm10: a quando una risposta integrata
Amici della Terra Onlus chiede al Comune di Varese una risposta netta al problema dell'inquinamento
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di Amici della Terra Onlus
Egregi Signori,
già ci sono stati a Varese dei giorni di supero consecutivi delle soglie massime consentite di PM10 e ancora non abbiamo avuto una risposta dal Comune di Varese alla nostra datata 26-09-07 in cui chiedevamo ai reggitori dello stesso di assumere dei provvedimenti integrati.
Non siamo i soli a fare delle richieste agli enti pubblici. Questi hanno un numero maggiore di istanti finalmente interessati e motivati. Cresce, pure, la qualità delle ricerche scientifiche che affermano quanto l’inquinamento dell’aria nuoccia alla salute e che occorre assumere dei provvedimenti seri, razionali e integrati ed estesi per contrastarlo visto che è un male sul quale si può e deve aver ragione.
Prevedere il massimo coinvolgimento delle Autonomie locali, e in particolare dei Comuni, rispetto alla tutela della salute e dell’ambiente. E’ questa una delle proposte avanzate dall’Anci nel corso di un’audizione presso la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera in relazione proposta di legge sull’istituzione del sistema delle agenzie ambientali e dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e del territorio. In un documento presentato in audizione, l’Anci evidenzia che rispetto alla programmazione delle attività dell’Apat è necessario attribuire un maggiore coinvolgimento dei Comuni "anche attraverso la Conferenza unificata, che potrà segnalare le esigenze dei territori rispetto alle attività di monitoraggio ambientale da svolgere da parte dell’Apat". Sul fronte delle attività di monitoraggio, l’Anci ha annunciato che oltre al protocollo d’intesa siglato con l’Apat sull’ambiente urbano "sta avanzando un’ipotesi di accordo quadro volto ad ottimizzare la gestione dei dati inerenti il territorio urbano e l’ambiente". Questa operazione è rivolta a velocizzare le procedure di raccolta dei dati provenienti dalle amministrazioni locali e a poter coinvolgere, anche con accordi di settore, la rete delle Arpa regionali. A proposito delle Agenzie regionali, l’Anci ribadisce la "volontà di sostenere le amministrazioni locali e in particolare i Comuni con seminari, corsi di formazione, approfondimenti tematici specifici" e sottolinea la richiesta di una collaborazione sempre più stretta con i Comuni "per poter essere utilizzate per le loro specificità settoriali".
Chi vive in città con alto inquinamento sviluppa una perdita accelerata e irreversibile delle proprie capacità polmonari. Essere asmatico e passeggiare lungo una strada trafficata comporta un transitorio deficit polmonare. E’ quanto deriva da due interessanti studi appena pubblicati sul «New England Journal of Medicine», che ci spiegano qualcosa di più sull’effetto che ha l’aria inquinata sulla nostra vita quotidiana.
Nel primo lavoro, ricercatori svizzeri hanno seguito adulti di età compresa tra i 18 e i 6o anni, dal 1991 al 2002, valutando la loro funzionalità respiratoria in relazione all’esposizione nel tempo all’inquinamento atmosferico. Gli studiosi hanno calcolato l’inquinamento nelle aree dove abitavano soggetti, ricostruito negli anni i loro spostamenti di residenza, considerato possibili allergie e l’abitudine al tabagismo. Nella valutazione iniziale, effettuata nel 1991, gli stessi studiosi avevano già provato come le capacità polmonari fossero inversamente correlate ai livelli di Pm10: tanto più alti erano i livelli di articolato, tanto peggiori erano i valori di funzionalità respiratoria. Oggi, dopo oltre 15 anni di osservazioni e controlli nel tempo degli stessi soggetti, questo studio prova che chi vive in aree dove l’inquinamento cala nel tempo, o si sposta ad abitare in luoghi più salubri, preserva la salute dei propri polmoni dal rapido e irreversibile deterioramento che accusano invece gli sfortunati abitanti delle città ove l’inquinamento è alto e non diminuisce nel tempo.
Nel secondo studio, ricercatori londinesi hanno valutato gli effetti di una passeggiata di due ore in Oxford Street, trafficata strada del centro cittadino con circolazione limitata ai taxi e agli autobus diesel, e di due ore di camminata costeggiando Hyde Park, in 6o soggetti asmatici.
Camminare in mezzo ai diesel causa un transitorio calo di funzionalità, una specie di piccolo attacco asmatico, cosa che non avviene passeggiando in Hyde Park.
Precisione svizzera e logica anglosassone; a quando forti serie politiche varesine per i nostri polmoni?
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