Storia e tradizione, torna il presepe vivente
L'ottava edizione della rappresentazione sarà dedicata alla via del Sacro Monte
È tutto pronto per la realizzazione dell’ottava edizione della Sacra rappresentazione sulla Natività, il tradizionale presepe vivente diretto da Andrea Chiodi.
Questa ottava edizione vuole essere l’occasione per narrare la storia della via sacra del Sacro Monte sopra Varese.
Si partirà venerdì 21 dicembre alle 15:30 con l’allestimento di un grande cantiere nelle piazze intorno alla Basicilica di San Vittore, che rappresenterà l’antica fabbrica delle cappelle del Sacro Monte e che vedrà come protagonisti 600 ragazzi del gruppo guide e scout AGGS Varese2 impegnati nell’animare questa ricostruzione storica legata soprattutto alla realizzazione delle prime tre cappelle della via sacra, quelle cioè legate alla festività del Santo Natale: Annunciazione, Visitazione e Natività.
Alle 17, tutto il popolo dedito alla costruzione si raccoglierà intorno alla cappella raffigurante la Natività, in p.za San Vittore, per un’immaginaria inaugurazione della via sacra in una notte di Natale di qualche secolo fa’ e vedrà la partecipazione di alcuni esponenti del teatro varesino come Anna Bossi Bonomi, Silvia Sartorio, Luisa Oneto, Anna Nicora e Paolo Franzato.
Le musiche sono affidate ai maestri Giacomo Mezzalira e Ferdinando Baroffio.
La regia e l’ideazuibe è anche quest’anno affidata al giovane regista Andra Chiodi, allievo di Piera Degli Esposti.
Breve storia delle precedenti edizioni
Arte e letteratura sulla Natività non mancano di dare un contributo fondamentale, anzi si è voluto partire proprio da lì.
Nasce così la prima edizione pubblica, a Varese, della Sacra Rappresentazione sulla natività, dal titolo: Greccio come Betlemme.
Questa prima edizione volle descrivere in maniera puntigliosa la nascita del primo presepe vivente da una intuizione di San Francesco d’Assisi usando proprio le parole di Tommaso da Celano narranti la vita del Santo.
Se con la prima edizione si raccontò il presepe nella sua interezza, la seconda edizione si soffermò su un solo personaggio del presepe: “la guardiana delle oche”, personaggio che diede il titolo a questa edizione e che venne appositamente scritto per l’occasione da Davide Rondoni.
La terza edizione si staccò un po’ dal presepe come lo fece nascere San Francesco, per descrivere più precisamente l’intento didattico del teatro sacro, e per questo si scelse la “Lauda pro Nativitate Domine” di Jacopone da Todi, riportando così proprio sulla piazza davanti alla chiesa la più antica forma di teatro sacro.
Il passaggio successivo, per arrivare alla quarta edizione, fu quello di vedere come questo percorso, partendo da San Francesco e passando per Jacopone da Todi, sia arrivato nelle nostre case, vale a dire da statue viventi a statuine di gesso.
Nacque il testo “La solita storia”, un dialogo tra nonna e nipotini sulla costruzione del presepe in casa e il valore di ogni statuina.
Raccontato così in queste prime quattro edizioni il carattere, la storia, il fascino e soprattutto il valore del presepe, le due edizioni successive, “…E il Verbo si è fatto carne” e “Nato a Betlemme”, mirano a riprendere le narrazioni evangeliche a partire dall’annunciazione a Maria e senza tralasciare le profezie dei profeti dell’antico testamento.
Carattere popolare, educativo,bellezza e cura dei dettagli dello spettacolo, narrazioni dai Vangeli e dai testi poetici più popolari come la Notte Santa di Guido Gozzano, sono gli elementi da cui prende invece il titolo la settima edizione che, come tutte le precedenti, vede la partecipazione di 600 ragazzi nel ruolo del popolo di Betlemme, e la collaborazione di alcuni nomi della scena teatrale italiana come Rosalina Neri, Andrea Lapi, Alessia Spinelli, Andrea Carabelli ed il tenore Silvio Scarpolini.
Nella precedenti edizioni significativa fu la partecipazione di attori come Piera Degli Esposti, Leda Celani, Antonio Zanoletti e Luisa Oneto.
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