“Una nuova Porto Rotondo senza mare al centro della città”
Una lettrice ci invia le sue riflessioni sulla querelle che oppone i "referendari" e Azione Giovani sui progetti di rifacimento di parte del centro storico
Riceviamo e pubblichiamo
Appuntamenti del sabato in città
Dunque: sabato pomeriggio a Busto Arsizio, in via Milano angolo via San Giovanni, tra le bancarelle di Natale e lo struscio consueto del pomeriggio prefestivo, un gruppo di giovani del Circolo ‘Marzio Tremaglia’ di Azione Giovani si è dato appuntamento per contestare la raccolta di firme a sostegno del Referendum contro la costruzione del parcheggio sotterraneo in piazza Vittorio Emanuele II, promosso da gruppi di cittadini bustesi, sostenuto da alcuni consiglieri di minoranza e di maggioranza. Lo slogan è: CONTRO IL REFERENDUM PER IL RINNOVAMENTO DELLA CITTA’ Mi sono presa la licenza di costruirlo nella forma, non nel contenuto che per grandi linee appare chiaro, ma generico. Contro il referendum? Il loro capogruppo in consiglio comunale valuta positivamente ‘il nobile strumento del referendum‘
Quando questa espressione di un giudizio popolare e democratico perde di nobiltà, perde di valore? Quando contrasta interessi e gusti privati, le decisioni della casta che ha le redini del potere? Cose già dette, sentite, direte voi. E’ vero, ma non perdono mai di attualità. E‘ lungo e irto il cammino della democrazia. Quale rinnovamento per la città? Il casus belli è il silo. Certamente Azione Giovani non può ignorare che esistono altri parcheggi sotto utilizzati senza stravolgere quella piazza. Comprende sicuramente che l’insediamento di tipi commerciali di ampie dimensioni richiamerebbe notevole traffico pedonale e veicolare e renderebbe obsoleti, sottodimensionati i 150 posti del silo che pare siano già stati venduti (a chi ?) e che andrebbero almeno raddoppiati. Anche questo è già stato detto e poi smentito dall’impresa e/o dai progettisti.
Si naviga a vista. I Giovani in Azione sanno certamente, poiché ci auguriamo non vogliano sparare solo slogan, ma contenuti detti e non urlati, che il Progetto costruisce, non ristruttura, tutto il quartiere fino alle spalle della Banca, ai fianchi di Santa Maria,ai piedi di San Michele. Tutto il corpo centrale della città a pezzi e a memoria di politici distratti, cortomiranti ma con la lenta, progressiva attesa di interventi al momento giusto di privata utilità. Arriverà e sarà una goduria. Tanti negozi, magari un centro commerciale, e casette e casoni pastello colorati per la bella città finta. Un nuovo Porto Rotondo senza mare, senza fontane se non a pelo terra e senza monumenti scandalosi. Una pacchia. Anche in centro a Busto tanti pub, qualche discoteca, e la bella gioventù in Azione che possa sostare fino all’una di notte sulla piazza per poi decidere in quale sala passare il resto della nottata. Che pretese: vorremmo decidere anche come i giovani vogliono divertirsi? Mai più. Busto deve svecchiarsi. E’ il momento dei giovani. Che sia questo quello che desiderano, l’acme dei loro sogni? Giovani in Azione, concedeteci la possibilità di dubitarne.
Il Referendum vuole altro: riqualificare l’area con infrastrutture pubbliche di interesse pubblico che rispettino il carattere della città, le poche memorie sopravissute al degrado non per nostalgia ma come segno di storie di tutti, che appartengono certamente anche ai vostri parenti, agli amici. C’è la necessità di un rinnovamento per riqualificare l’ambiente, il paesaggio, la natura. E’ il vostro futuro.
Allora quel “ basta con le c… e” non intimidisce nessuno. Appartiene al linguaggio adolescenziale, al Bagaglino, all’intercalare di personaggi televisivi che fanno rissa continua. Le beghe con i vostri politici di riferimento, il presidente territoriale, l’onorevole, il Silvio di Arcore, il disgusto, il "vomitevole attaccamento dei politici"…. sono cose di casa. Permettetemi un consiglio: fate un po’ di chiarezza dentro e fuori di voi e vi sentirete in pace e soprattutto in linea con “il nobile strumento del referendum”. Una libertà che è stata conquistata anche per voi e che vi permette l’appuntamento in piazza. La libertà di chi ha fatto militanza nella vita giorno dopo giorno, con la fatica della ricerca di valori e di ideali per tutti, responsabilità negli atti e rispetto per le differenze.
A proposito di nome: vi chiamate ‘circolo MarzioTremaglia’. Ora. se un nome ha un senso e serve a distinguervi da altri ( tutti gli altri), leggiamio insieme il testamento di Marzio Tremaglia, figlio del senatore Mirco Tremaglia di AN, morto a soli 42 anni:
“Credo nei valori del radicamento, della identità, della libertà. Nei valori che nascono nella tutela della dignità personale. Sono convinto che la vita non si riduce allo scambio, alla produzione, al mercato, ma necessita di dimensioni alte e diverse. Penso che l’apertura al sacro e al bello non siano solo problemi individuali. Credo nella dimensione etica della vita che si riassuma nel senso dell’onore, nel ripensamento fondamentale verso se stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico, nella cultura che esistono beni superiori per i quali è giusto a volte, sacrificare la vita e la libertà.”
Da riflettere. Io sto sull’altra riva del fiume e non aspetto cadaveri. Vorrei, se vi incontro in piazza, chiamarvi per nome.
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