Carolina De Vittori: «Abbiamo scoperto la dolcezza del Piccio»
Domenica 27, in occasione della mostra al Castello, uno spettacolo racconterà in modo originale la vita di Giovanni Carnovali. Attraverso gli occhi delle sue donne
Tutti lo conoscono attraverso le sue opere più celebri, anche grazie ad una bella mostra che si sta svolgendo in questi giorni al Castello di Masnago. Ora però, Giovanni Carnovali, cioè il Piccio, potremo conoscerlo in modo nuovo, attraverso lo sguardo delle donne della sua vita. L’originale idea è arrivata dall’associazione culturale "Amici di G. Carnovali detto il Piccio", che ha voluto e creato lo spettacolo "Il nostro strambissimo Piccio". Proprio questo copione sarà rappresentato al Castello di Masnago questa domenica, alle 16 e alle 17.30.
Questo spettacolo di Prosa restituisce una figura del tutto nuova del Piccio. Per capire il perchè ne abbiamo parlato con Carolina De Vittori, l’esperta che di questo spettacolo ha fornito la consulenza storica.
Come è nato il vostro "Strambissimo Piccio"?
«Nel 2004 abbiamo iniziato a proporre a Montegrino alcune attività legate alla figura del Piccio, in occasione del bicentenario della sua nascita. Il tutto è culminato nel 2007 con una grande mostra a Cremona, in occasione della quale abbiamo provato a raccontare l’artista in un altro modo, mettendo in scena la sua vita. Così abbiamo pensato a questo modo diverso di raccontare una figura storica».
Come avete affrontato un personaggio già celebre e raccontato spesso dagli storici dell’arte?
«Abbiamo voluto offrire un punto di vista differente rispetto a quello dei critici, rappresentando l’aspetto più dolce di questo personaggio, raccontandolo con lo sguardo delle quattro donne della sua vita. Mi riferisco a madre, curiosa di conoscere la storia del suo "bambino", alla contessa Spini, che ne scoprì la capacità pittorica, e alle due donne amate: Margherita Marini e Maria Malibran. Un altro aspetto importante della vita del Piccio era la musica che ascoltava alla sua epoca, per questo per la colonna sonora useremo brani di Chopin, Schumann e Bellini».
Quindi questa è un’analisi più approfondita della vera personalità di Carnovali?
«Certo, anche se ovviamente si parlerà molto anche della sua pittura, sulle difficoltà dell’atto creativo».
Quanto lavoro di ricerca c’è dietro a questo spettacolo?
«La ricerca dura da cinque anni, durante i quali abbiamo lavorato molto sui testi, ed abbiamo contattato anche i discendenti dei mecenati del Piccio. La figura che ne abbiamo tratto è più dolce: non solo un personaggio stravagante come lo conoscono in molti, ma anche e soprattutto geniale. Inoltre era un uomo che amava essere libero».
Una figura inedita di questo artista, quindi, tutta da scoprire. L’ingresso allo spettacolo comprensivo della visita alla mostra e al museo costa 6 euro.
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