Il prete: “Soffrivano tanto, la malattia è un dramma”

Don Claudio era da molto tempo vicino alla sofferenza della famiglia

«Guardi, brave persone, davvero, lei era malata da sette anni, lui le stava sempre vicino, la accudiva, ha fatto davvero tanto. E anche la sorella della signora, che andava tutti i giorni a dare una mano, non so che cosa possa scattare nella testa di una persona che soffre, ma so che ha sofferto tanto, e stamattina abbiamo parlato, si è un po’ confidato ma non voglio dire che cosa mi ha riferito, non chiedetemelo, prefersco mantenere un po’ di riserbo, è un dramma che ci sta colpendo tutti».

Don Giuseppe Marinoni dice che adesso bisogna solo fare silenzio e pregare. Seduto, nelle prime panche della chiesa di Gorla Minore prega. Ha in mano la bibbia, e un libro di preghiera di padre David Maria Turoldo. Tre donne recitano il rosario a poca distanza. «Anghelito e Ermanna frequentavano la parrocchia – dice –davano una mano al bar dell’oratorio, lui mi ha parlato della malattia e delle loro difficoltà, delle notti insonni e tutto il resto. Ma avevano anche una famiglia che stava loro vicino. I figli, i parenti, sono tutte brave persone, gnete buona, e adesso meritano tutti attenzione, vicinanza e rispetto. Capisco il clamore in questo momento, ma ci vuole anche silenzio».

Don Giuseppe è arrivato dopo le nove nella casa di via Volta. Ha parlato con Anghelito, gli ha stretto le spalle, una breve conversazione, ha portato conforto, a cercato di stare vicino a un uomo che conosceva bene. Il sindaco Fabrizio Caprioli è addolorato: «Mi colpisce la sofferenza estrema e il gesto disperato, per una malattia che però, a quanto so, non aveva colpito una famiglia nella solitudine. Sono persone inserite, tutti li conoscono in paese, staremo loro vicino».

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Pubblicato il 16 Gennaio 2008
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