Quattro passi in stazione: peggio del previsto

Dopo la segnalazione di un lettore, la cronaca di un viaggio tra lo sporco e il degrado. Anche i sondaggi tra i viaggiatori parlano chiaro: "livello basso"

La stazione FS di Busto Arsizio vivacchia trascinandosi problemi annosi. Ce n’è sempre una: quando non sono le porte spalancate, le frequentazioni sospette, i graffiti nei sottopassi, i bagni chiusi, è l’immondizia lasciata sui binari. Un nostro lettore ci ha segnalato, con tanto di foto, la situazione poco allegra della pulizia dei binari: basta leggere i commenti all’articolo per farsi un’idea di cosa ne pensino vari viaggiatori. Sono loro ad andarci di mezzo, ma a quanto pare anche a causarli, insieme agli "ospiti" più o meno graditi e più o meno fissi della stazione. Verificando sul posto la segnalazione ricevuta, abbiamo trovato una situazione anche peggiore del previsto: lo scenario è desolante, quasi una piccola Campania ferroviaria. I binari in entrambe le direzioni sono fiancheggiati da una distesa continua e ripugnante di rifiuti d’ogni tipo – lattine, cartacce, bottiglie, sigarette. Visto in una giornata di pioggia in pieno inverno, è uno spettacolo ancora più triste, muto testimone dell’inciviltà di chi getta rifiuti sui binari.

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La responsabilità delle pulizie lungo i binari nelle stazioni è in capo ad RFI, che vi provvede mediamente una volta al mese, al più ogni due settimane. Si tratta di un compito delicato, da svolgere in momenti di scarso transito dei treni, quindi prevalentemente di sera, e che vanno pianificate per garantire massima sicurezza a tutti e nessun intralcio al traffico.  e dell’incapacità di chi di dovere di provvedere a un minimo di decoro. Da Milano ci fanno sapere tramite l’ufficio stampa delle ferrovie che l’ultima volta la pulizia risulta effettuata circa quindici giorni fa, e che la prossima è programmata per fine mese. A guardare lo stato dei binari sembrerebbe che non vengano ripuliti da mesi. Pendolari zozzoni, oltre che perennemente in ritardo? Viaggiatori che aprono il finestrino e buttano roba alla prima fermata? O è tutta colpa dei "soliti" sbandati ciondolanti per la stazione? L’appello è a usare i cestini, naturalmente: ci sono. La stazione di Busto Arsizio non è preda di un degrado generalizzato: basta scendere nei sottopassaggi per accorgersi che sono stati ripuliti di recente, anche se graffitari adolescenti si sono subito precipitati a disegnare di nuovo sui muri, a mo’ di marchio territoriale, le loro tag (firme). Anche l’atrio della stazione non appare in cattive condizioni, tutto sommato. E all’esterno il Comune, dopo aver preso accordi con le società ferroviarie, sta provvedendo ad un maquillage di piazza Volontari della Libertà, pur senza per ora sottrarla al suo destino di eterna camera a gas.

In questi giorni  una società di ricerche di mercato sta compiendo per conto di RFI una serie di interviste fra i passeggeri per verificare il livello di soddisfazione. Livello basso, a quanto  abbiamo verificato incrociando i "colleghi" armati di penna e formulario: i voti più bassi uditi erano per pulizia e sicurezza. Scattando foto, infatti, siamo stati anche apostrofati con ostilità da qualche personaggio che bazzica stabilmente la stazione. L’edicolante, signora Angela, lamenta l’annoso problema dei bagni chiusi. «Spesso c’è gente che non sta bene, che ha bisogno dei servizi…» e che non può servirsene, come li riaprivano, venivano vandalizzati.
L’edicola è, come al solito, il punto di riferimento per ogni necessità, aperta com’è ogni giorno dal mattino prestissimo all’ora di cena. La sicurezza è pecepita come carente ma forse a torto: se girano facce poco gradite ai passeggeri, circolano anche pattuglie di carabinieri e polizia, e non mancano telecamere a circuito chiuso. Uno dei ferrovieri, a tu per tu, ci riferisce un aneddoto: «i viaggiatori si sono lamentati a lungo perchè mancava una porta, da sostuire, ed entrava il freddo. Da quando l’abbiamo rimpiazzata, sono loro stessi a tenerla quasi sempre spalancata»… con relative spese folli per riscaldare l’atrio spalancato al gelo. È la conferma, se ce ne fosse bisogno, che ognuno deve fare la sua parte. Chi di dovere tenga puliti i binari, gli altri evitino di insozzarli.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Gennaio 2008
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