Tappa a Lugano per Veltroni, insorge la destra ticinese
Secondo un consigliere comunale della Lega dei ticinesi la sua presenza sarebbe sconveniente. Ma in Ticino ci sono 60 mila italiani
Il 14 marzo prossimo Walter Veltroni, candidato premier del
Partito Democratico, sconfinerà in terra elvetica nel corso del suo tour che
sta attraversando tutta l’Italia in questa campagna elettorale. La tappa
svizzera della campagna a bordo del pullman è Lugano. La città ticinese è stata
scelta per portare il programma anche ai 60 mila italiani all’estero che potranno
votare alle prosime elezioni. Tanti sarebbero, solo in Ticino, i cittadini che
potrebbero votare e, dunque, appare più che giustificata la sua presenza anche
in Ticino.
La Lega dei Ticinesi, però, insorge con un’interrogazione che è stata
fatta dal consigliere comunale Umberto Marra in Municipio che dice:« Un paio d’anni fa la sinistra luganese, ma anche
cantonticinese, sollevò un polverone: no, Umberto Bossi no in quel di Lugano.
Nel frattempo arrivò, come ospite della sinistra locale (e per farsi campagna
elettorale per gl’italiani all’estero) Fassino, al Padiglione Conza, dove
ricordo furono sventolate bandiere di un partito che non é Svizzero. Ma poi
ancora, per la sinistra estrema, tale Renato Curcio al Molino (qui si mise a
vendere libri, naturalmente senza nessun permesso). Ed ora Veltroni,
casualmente alla vigilia delle nostre votazioni comunali. Per giunta non in un
locale, ma praticamente in mezzo alla piazza siccome il suo giretto tra le
Province italiane (così ha scritto La Regione Ticino, come se Lugano é Italia)
lo farà, alla faccia dell’ecologismo "verde-rosso", con due torpedoni
e tutto il suo seguito. Ricordo poi che, pressato sempre dalla sinistra locale,
il Municipio di Lugano si distanziò dai simboli sventolati a Casa Cattaneo
della Lega Nord».
Così si esprime, sul quotidiano on-line Ticinonews, l’esponente
leghista. Altro aspetto che appare incuriosire i ticinesi è quello logistico,
organizzativo e della sicurezza:«Chi pagherà la scorta dal confine alla piazza
di Lugano che ospiterà il comizio? Quali ripercussioni ci saranno sul traffico
cittadino? – si chiede Marra – è o non è questa una manifestazione autorizzata?».
La presenza a Lugano del candidato del Pd fa discutere anche per il mezzo
scelto considerato dai ticinesi inquinante. Qualcuno, infine, si chiede se
Veltroni abbia scambiato Lugano per una provincia italiana. Di sicuro non è una
provincia italiana ma i 60 mila voti potenziali che ne potrebbero scaturire non
sono uno scherzo vista la legge elettorale con la quale gli italiani si
accingono a votare.
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