Aspem, Fontana: “Ma io vado avanti”
Il sindaco deciso a portare in consiglio le 3 offerte che hanno scatenato la bagarre in Forza Italia. Pd possibilista ma critico
«Abbiamo il dovere istituzionale di andare avanti nell’aggregazione di Aspem, se non accogliessimo una delle tre offerte che ci sono arrivate, faremmo un danno ai cittadini di Varese». Il sindaco Attilio Fontana si dichiara «sconcertato e preoccupato» per quello che sta accadendo intorno ad Aspem, con le dimissioni dell’assessore alla partecipate Fabio Carella proprio alla vigilia della decisione. «Carella ha lavorati molto bene, con serietà e competenza, le sue dimissioni non sono figlie della sua volontà ma di altri motivi politici e per questo sono solidale con lui. Prima di accettarle voglio parlarne faccia a faccia». Quanto al futuro Fontana è chiaro: «Non ho deciso a chi dare la delega, mi è chiaro solo che Aspem è un azienda sana e le offerte che ci sono arrivate lo dimostrano. Esprimo preoccupazione e sconcerto e ricordo che, quanto dicevo tempo fa sul fatto che qualcuno volesse mettere le mani sulla nostra città, oggi è ancora più vero di prima». Il sindaco è però deciso ad andare avanti: «Porteremo le offerte in consiglio comunale -spiega – e lì se mi voteranno contro me lo dovranno motivare, quello che deve però essere chiaro, è che il destino di Aspem lo decidono gli organi istituzionale indicati dalla legge e non i partiti: andrò in consiglio perché sono una persona seria che il rispetto delle istituzioni e dei cittadini che mi hanno votato».
Dai banchi dell’opposizione si sottolinea invece la gravità del momento. «E’ grave che vengano trattate le questioni delle società pubbliche solo come beghe di partito – sostiene Emiliano Cacioppo del Pd – senza tenere conto della qualità del servizio offerto ai cittadini e dei criteri di efficienza». Secondo Alessandro Alfieri (Pd) «in consiglio comunale valuteremo le offerte senza pregiudizi ma sottolineando che lo scontro in atto non fa il bene dei cittadini, che dalle società come Aspem chiedono un servizio competitivo ed efficiente, al di là delle colorazioni politiche che c’entarno nulla in un mondo che ormai è fatto di scelte indstriali e di mercato».
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