IMPROVVISAZIONI PER DOBRZANSKI

di Sandro Sardella

Li vedete quei disegni?

Guardate:

si vanno accendendo,

si van facendo di sole, di smeraldo,

di fuoco …                   (G. Testori)

questa importante mostra che Milano dedica a Edmondo Dobrzanski non è solo il riconoscimento ad un artista di razza .. a dieci anni dalla morte .. dopo l’omaggio tributatogli dalla città di Locarno l’estate scorsa .. ma .. la decisione indilazionabile di volergli conferire quel ruolo di protagonista nella storia artistica del dopoguerra .. in particolare transfrontaliera .. che egli merita …

e .. nell’attesa del prossimo catalogo ragionato e di una contestualizzazione europea .. in mostra .. il catalogo a cura di Piero Del Giudice è un corposo agile strumento-racconto per incontrare Dobrzanski …

.. una scheda biografica scarna .. nasce a Zugo nel 1914, cresce a Lugano, studia a Milano, si rifugia a Zurigo nel 1942 durante la guerra, in Ticino nel 1950 a Bellinzona, a Bissone, a Cassarate, a Gentilino, .. periodi di residenza a Trieste, .. frequenti viaggi in Italia, paesi dell’est Europa, Francia, .. sue mostre personali a Winterhur, Granchen, San Gallo, Locarno, Bellinzona, Parma, Ravenna, Trieste, Arezzo, Firenze, Milano .. su di lui, tra gli altri, hanno scritto: Virgilio Gilardoni, Francesco Arcangeli, Mario De Micheli, Giovanni Testori, Piero Del Giudice, Claudio Guarda, Giancarlo Majorino, Emilio Tadini .. ..

vedere, rivedere l’opera di E.D. significa rivisitare il secolo breve e confrontarsi sia con le tragedie storiche sia con il disagio della civiltà che lo ha così decisamente segnato .. (due guerre mondiali, guerre balcaniche e coloniali e postcoloniali, distruzioni, deportazioni, stermini, genocidi, dittature, odi razziali ..) ..  .. temi, segni, materia, .. per impantanare sbrodolare melmacciare la precipitazione frettolosa e sudaticcia che vuole sbrigativamente chiudere i conti con letargica smemoratezza con devastante superficialità ..

lividi bagliori .. paesaggi scomposti e desolati .. nere sedimentazioni .. dolorosi reperti ..

grigi carichi di memorie .. ferraglie arrugginite .. nell’informe una eroica possibilità di figurazione ..

una luce minerale .. riflessi quarzosi ..

una luce lunare argentea e densa ..

“Dal giorno che sono nato ad oggi è un massacro solo” (E.D.)

la cronaca è impronta a caldo nel suo fare .. la realtà quotidiana è sfregio nel segno disegnato .. E.D. è un prezioso e pensoso testimone .. le sue tele le sue carte incombenti intense guardano .. il nero che dilaga .. non fa cronaca o rievocazione non descrive .. la sua pittura mette in scena la guerra e le sue terribili invenzioni .. dilata i simboli di questa barbarie .. dilaniando ossessivamente le sue opere .. E.D. è invischiato dentro la condizione umana ..

“Odio la guerra, dipingo la guerra. E’ anche questo contrario che mi fa dipingere,questa contestazione. Se non avessi questa contraddizione non posso dipingere,perché sono in lotta con me stesso, sono in lotta con il mondo, il mondo così mi si presenta. Allora devo dichiarare la mia contrarietà, allora dico che dipingo quello che odio.”   (E.D.)

.. un procedere per attriti e resistenze .. l’incistarsi con Courbet, con Permeke, con Soutine, con Sironi, con Fautrier, con De Stael .. l’amico Varlin, .. la sotterranea inquietudine dell’espressionismo .. le temperature pregnanti di Beckman, Grosz, Dix .. le complicità con Chighine, Morlotti, Giunni, Franco Francese ..

paesaggi combusti spatolati pastosi gravidi ..

nature morte strappate ai gorghi dell’oleoso impasto ..

figure impronte fossili nella densità corposa ..

immagini-notizia dove la materia è corpo vivo .. materia antiretorica che storpia formalismi neoinformali .. incrostazioni .. grumi .. una perenne lotta tra segno e materia ..

c’è resistenza nella qualità del suo linguaggio .. l’universo di E.D. grida la perentorietà della storia, la sua ineludibile memoria ..

vuoti silenzi coprono il rumore della guerra .. nebbie cancerose avvolgono rovine bunker di struggente bellezza .. il tramestio della mostruosa macchina che avanza inesorabilmente .. sofferte nudità di figure inermi ingrommate da una situazione inalienabile ..

attraverso il paesaggio le rovine la natura ferita .. il night .. i folli .. i simboli del lavoro .. bocche aperte .. l’interrogarsi di E.D. sull’uomo la sua animalità la storia la sofferenza il dramma del vivere la dignità umana severa alta anche quando è umiliata e calpestata  .. ..

.. Combustione .. Fiori appassiti .. Fusione .. Memento .. Ancora Europa .. Bunker e uomo sulla spiaggia .. La morte del grano .. Nudi in corsia .. Il pianista cieco .. Viet-Nam diario .. Ballerine nere .. Donna al bar .. Notiziario Europeo .. The Day After .. Vajont .. Primavera di Praga .. Bosnia .. Il cameriere .. Nudo seduto .. Torso .. Donna tribale .. Ostaggi .. Dispersi .. Le tre belle .. Danza tribale .. Girasoli secchi .. Spazio che brucia .. Lacrime di San Lorenzo .. Cimitero sul Carso .. ..

tratti di penna incisivi e svelti ..

colori grassi e plumbei ..

colori purulenti tonalità violacee ..

ascolto i tuoi lividi .. .. nell’attuale fase trista dove la misura bestia è alta alta .. dove una esasperata sarabanda di scranni e spazzatura sembrerebbe mai finire .. dove il lavoro salariato è e resta lavoro di merda .. dove be bop ba bu bop il sax sventrato di Charlie Parker .. ta trattata beep tra ta ta ta la trombetta gracchiante di Ornette Coleman .. e ancora il piano quasi muto di Telonious Monk .. .. e ancora il sibilo  frantumato della tromba di Miles Davis .. .. e Balla Sironi e Bacon in Milano .. e la latitudine europea di E.D. .. e la profondità abitata di E.D. ..

Occhi si abbatterono sulla notte

infatti

occhi si imbatterono nella fine

… …

Andare ognuno

per sue melodie nella notte

        (G. Della Misericordia)

Edmondo Dobrzanski – Milano, Castello Sforzesco, Sale Viscontee – 12 febbraio/6 aprile 2008

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Pubblicato il 18 Marzo 2008
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