Brucia palazzina, famiglia perde la casa
L’incendio scoppiato nella notte. Distrutta un'abitazione, evacuate diverse persone, tra cui due ragazzine con mamma e papà, visitate in pronto soccorso
Incendio questa notte, 7 aprile, a Bienate, frazione di Magnago. Le fiamme sono scoppiate attorno alla mezzanotte e i soccorritori hanno sgomberato un’abitazione di due piani in una corte tradizionale di via Vittorio Veneto, andata distrutta dal fuoco. Una famiglia composta da quattro persone, padre e madre di 41 e 35 anni e due ragazzine di 14 e 15 anni sono state trasportate all’ospedale di Busto Arsizio. Visitate dai sanitari, le persone sono state dimesse in nottata.
La famiglia colpita ha perso l’abitazione, andata completamente distrutta dal rogo, che ha impegnato per ben quattro ore diverse squadre di pompieri accorse dai presidi circostanti. Si indaga sulle cause del rogo: le fiamme sono forse partite dal pianterreno della casa. L’allarme sarebbe stato dato dalla più giovane del nucleo familiare, che risiede sul posto da vari anni. Davvero provvidenziale l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno salvato le abitazioni circostanti: qualche danno ai tetti, le scintille volanti hanno attaccato anche un’abitazione nel cortile retrostante, danneggiando una stanza da bagno. Fortunatamente la pioggia di ieri sera aveva già ridotto il rischio di un’estensione ulteriore delle fiamme, ma le travature in legno a vista della costruzione attaccata dal fuoco sono state carbonizzate.
«Le fiamme erano altissime, fino a venti metri» riferisce Franco Gatti, un vicino che ha una proprietà nel cortile rimasta intatta. «Questa notte ci siamo davvero dati una mano tutti quanti, siamo stati uniti. Ora però bisognerà che il Comune faccia la sua parte e trovi subito una sistemazione per queste persone – ci vorrà parecchio prima di poter ricostruire la casa». Sul posto si è recato in mattinata anche il sindaco Ferruccio Binaghi. Chi più di tutti ha motivo di dire grazie ai pompieri è un’anziana signora che vive nell’appartamento accanto a quello distrutto, rimasto viceversa intatto. «Dormivo, non mi ero accorta di nulla finchè non ho sentito gridare la ragazzina» spiega, «sono fuggita fuori ancora in vestaglia, poi per fortuna mia nipote è arrivata e mi ha accompagnata in Croce Rossa. Un grosso spavento, non ho dormito proprio questa notte».
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