Pdl in piazza con mortadella e mozzarelle
Nella festa del Popolo della libertà i comizi di La Russa, Formigoni, Airaghi e Galli. Ma anche il concerto di Meneguzzi e molto folclore
Forse il volto di un partito non lo fa il suo programma ma la sua piazza: e così, in una campagna elettorale raccontata più dalle persone che dalle idee, il manifesto politico del Popolo delle Libertà forse è rappresentato dal sessantenne in pizzetto sale e pepe e giubbotto Belstaff che attende pazientemente gli avvenimenti. Oppure dalla trentina di groupies che aspettano più che i protagonisti della campagna elettorale, solo Paolo Meneguzzi, che fa da guest star canora all’avvenimento. O forse ancora dai "Formigoni boys", che si materializzano magicamente in 150 appena arriva, per ultimo, il loro beniamino poliico, che loro si portano dietro sotto forma di sagoma di cartone in tenuta da maratona, e rappresentano di gran lunga la parte più vivace della festa del Popolo della Libertà.
Tutto questo si è visto in piazza della Repubblica, nel pomeriggio di domenica 6 aprile, insieme anche a 70 chili di mortadella per mangiarsi Prodi e “riportare a quel nome solo il ricordo dell’ottimo salume italiano” e a 200 mozzarelle di bufala, a sostegno della "Campania elettorale" che, secondo loro, Bassolino ha affossato a colpi di rifiuti e discedito di un prodotto famoso in tutto il mondo e il cui buon nome verrà ripristinato partendo dal profondo nord.
Poi, naturalmente, ci sono stati anche i comizi elettorali del candidato a presidente della provincia Dario Galli e dei rappresentanti nazionali della PDL La Russa e Formigoni, oltre a una meza dozzina di rappresentanti di alto livello sia varesino che lombardo: dalla segretaria regionale Maria Stella Gelmini al senatore Antonio Tomassini, all’assessore regionale Raffaele Cattaneo. Ma questo ha quasi la forma del dettaglio.
Tanta Malpensa nelle loro parole, soprattutto per dire che questo governo non è riuscito a trovare una soluzione per un problema che ci riguarda da vicino. Altrettanto Expo 2015, per ricordare quanto la progenitura sia invece di Formigoni e della Moratti. Un pizzico di famiglia e di sicurezza dagli immigrati clandestini. Tante battute, specialmente dal pirotecnico Ignazio La Russa, che ha davvero una vena comica che utilizza a piene mani e con soddisfazione di chi lo ascolta per portare avanti le sue opinioni.
Il pomeriggio si è chiuso con un conto alla rovescia: quello dei sette giorni che separano la Pdl dal “Giorno in cui mandiamo definitivamente a casa Prodi e i suoi”, e con il Governatore che salta insieme ai suoi e posa per video dediche destinate a una coppia che festeggia i 30 anni di matrimonio.
Così è stata, la Pdl a Varese.
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