“Veltroni ce la può fare”. E il Pd festeggia con Martina
Il segretario regionale parla di riscatto al nord e chiude la campagna elettorale dei militanti varesini
La vittoria non è certa, ma la gente è contenta. Si spera nel miracolo, ma i militanti del Pd, venuti al teatro di Varese per la fine della campagna elettorale alle 18 e 30 di un venerdì, fanno già un po’ di festa così. Parla il segretario regionale Maurizio Martina: ”Sapete, ho un ricordo bellissimo di Varese, quella magica serata con Veltroni, che è un po’ l’emblema della nostra campagna elettorale in Lombardia e che ha segnato una svolta, dandoci il segnale che qualcosa stava cambiando”. Martina chiude i giochi e, ancora una volta, parla davanti a un tutto esaurito: almeno duecento persone, stipate nella saletta del teatro Apollonio.
Per il Pd varesino, in fondo, è una festa di fine gara: tartine, torta alla penna e fragole, aperitivo alcolico e analcolico, comizio e brindisi. Tutti i leader locali, i candidati, i semplici militanti. Un clima rilassato, sottolineato da un discorso, quello di Martina, denso di ragionamenti, sobrio ma entusiasta. Martina viene presentato da Emiliano Cacioppo, consigliere comunale Pd a Varese, che invita tutti a fare l’ultimo sforzo. “Abbiamo prodotto l’unica novità della campagna elettorale – ha detto poi il segretario regionale – con la creazione del partito democratico, ma è al Nord che abbiamo davvero fatto un grande lavoro, ho visto iniziative incredibili che fino a qualche tempo fa non avremmo nemmeno immaginato”.
Martina punta sul cambiamento del rapporto con il nord, non si fa illusioni, ma rivendica una proposta riformista che ha consolidato il partito.
“Per noi, questa campagna elettorale è stata un evento fondativo – ragione a bassa voce dopo aver incontrato i militanti – si è fatto il partito, in questi giorni, e questo risultato straordinario darà i sui frutti”.
Anche alla gente che lo ascolta il giovane segretario bergamasco (34 anni) dà un messaggio aperto a prospettive future: “Il nostro programma è il più attento al nord che sia stato fatto da molti anni, ora siamo in grado di correre al pari degli altri, siamo usciti dall’angolo del minoritarismo”. E soprattutto: “Da martedì, anche al nord, abbiamo una forza politica con solide radici, anche nelle città, nella politica locale, sono convinto che abbiamo seminato bene e che quanto fatto germoglierà”.
Cita i circoli , le primarie, l’impegno civico, e un programma che ha costruito un’idea di società dove chi vuole correre e competere non deve sgambettare agli altri, ma mettersi in rete, creare un tessuto di rapporti che aiuti tutti a correre di più. E’ la cifra di un “riformismo progressista”, secondo il Pd, che vuole costruire senza demonizzare. Raccoglie applausi, poi brinda e vola a Brescia per l’ultimo comizio, mentre la conclusione è affidata a Mario Aspesi, il candidato alla Provincia che generosamente si è speso per la seconda volta in due anni: “Grazie a tutti per l’impegno, concludo citando una battuta di Fiorello. C’è Berlusconi che dice di essere contrario al silenzio elettorale del sabato. Perché se sto zitto e ci penso, dice Berlusconi, quasi quasi voto Veltroni”.
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