Alla scoperta della bella architettura a Villa Baragiola
Dalla villa ai giardini il professor Mauro Vallini ha guidato un gruppo di appassionati all'interno dell'edificio
Si è svolto, nella tarda mattinata lunedì 12 maggio, l’incontro promosso dal circolo varesino della Società Dante Alighieri che ha visto impegnato il prof. Mauro Vallini – già docente di Scienze al Liceo Classico Cairoli – in una lezione sull’architettura della villa Baragiola di Masnago e sul suo parco.
La cordialità e l’informalità dell’incontro hanno consentito al professore di non far calare mai l’attenzione sull’argomento trattato, tutto quanto svolto a passeggio dapprima attorno alla villa, per poi proseguire sulla collina retrostante gli attuali uffici del comune, collina che una volta doveva offrire una splendida vista virgiliana.
Dopo aver distribuito ai presenti materiale per l’approfondimento, l’incontro ha preso le mosse con vero spirito didattico dalla visione di una cartina d’epoca sulla villa e sul parco. La villa, principale tema architettonico di un complesso nato alla fine del Settecento e che si estendeva – nella proprietà – fino alla zona dell’attuale stadio Franco Ossola, comprendendo anche un primitivo ippodromo, prima che quest’ultimo venisse trasferito alle Bettole, la villa dicevo è l’unico e più importante corpo del complesso Baragiola a non essere stato ancora restaurato, probabilmente per una questione di costi, e dunque non accessibile al pubblico.
Nonostante questo non mancano i motivi di meraviglia nelle immediate vicinanze dello stabile, come una fontana d’epoca, oramai interrata sul lato sinistro della facciata principale o come, sullo stesso lato, le statue dei due evangelisti Giovanni e Marco appoggiate sul lato mancino della costruzione. Altro particolare in completo abbandono, ma – secondo il professore – unico nel suo genere in Lombardia, una voliera per uccelli situata, sebbene oramai del tutto deturpata, sul lato destro del giardino che gira intorno all’ingresso di via Caracciolo.
Benché la presenza degli uffici comunali lo nasconda, è tuttavia il parco il fiore all’occhiello di quest’area che – vi è da scommetterci – è molto poco conosciuta ai varesini. Sapevate che a tre passi da casa vostra c’è una imponente dacia in legno di castagno la cui costruzione risale agli inizi del Novecento? Per trovare questo pizzico d’Oriente, alla portata di tutti, basta salire in cima al colle del parco Baragiola, seguendo un percorso ben connesso fra un’infinità di piante provenienti da ogni dove. Non mancano le piante sempreverdi e vi sembrerà di essere in un altro posto, ma invece siete a Varese e, se promettete di andarci con lo spirito giusto, avrete anche modo di gettare uno sguardo sulle signore che vi accompagnano.
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