Code e disservizi, polemiche per l’ufficio postale di Abbiate
I cittadini chiedono l’intervento dell’amministrazione comunale per l’ufficio vicino anche alla grande zona industriale. Il sindaco: «Da cinque anni Poste Italiane non ci risponde»
Code troppo lunghe, cambio continuo di dipendenti, Poste Italiane che non risponde al Comune. L’ufficio postale di Abbiate Guazzone, che serve la frazione della città di Tradate che conta 5 mila abitanti e una zona industriale da 600 mila metri quadri tra le più grandi della provincia, è ancora oggetto di polemiche. Numerose le lamentele, infatti, che sono giunte sulla scrivania del sindaco, tra cui anche una lettera di un cittadino che racconta le disavventure nell’ufficio postale: «Sono andato per pagare una bolletta e non andava il bancomat – spiega il cittadino nella lettera al sindaco -, dovevo spedire una lettera in posta prioritaria e non avevano i francobolli, dovevo spedire una raccomandata e non andava il computer. Intanto le code si allungano, la gente si stufa dei disservizi e si dirige verso il più lontano ufficio postale di Tradate, dove le code sono ormai interminabili».
«L’ufficio postale di Abbiate Guazzone è indispensabile per la città – spiega il primo cittadino Stefano Candiani -. Da cinque anni abbiamo messo a disposizione di Poste Italiane uno stabile di fronte a quello attuale, più grande e più agibile. Abbiamo anche offerto loro l’utilizzo in comodato gratuito, con tanto di parcheggio. Ma sono cinque anni che Poste italiane non ci degna di una risposta. Sembra che vogliamo far morire l’ufficio di Abbiate che invece è indispensabile per cittadini e aziende».
«Siamo stufi di questa situazione – conclude Candiani – ci sentiamo presi in giro e non riusciamo a capire il comportamento delle Poste. Sicuramente non ci arrendiamo, ma sollecitiamo almeno a darci una risposta su quello che vogliono fare per l’ufficio postale di Abbiate».
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