Trent’anni fa veniva rapito Aldo Moro
Dopo più di cinquanta giorni, il 9 maggio, il corpo dello statista venne fatto trovare nel baule di un’auto. Oggi un ricordo per quanti vissero in prima persona un fatto che segnò l’Italia
Il 16 marzo 1978 l’Italia si fermò: “Aldo Moro è stato rapito, la sua scorta massacrata”. La notizia rimbalzò di bocca in bocca in un battibaleno, in un paese dove internet e i telefonini ancora non esistevano e dove la violenza nelle strade era la regola. Ma quella mattina il commando di Brigate Rosse che in via Fani rapì il segretario della Dc Aldo Moro uccidendo la scorta fù il colpo più forte che il Paese dovette sopportare in quegli anni. Moro si trovava in via Fani: si stava recando con i suoi uomini della scorta in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del quarto governoAndreotti , il primo governo con il sostegno del Pci.
Una telefonata all’Ansa rivendica l’attentato e il rapimento da parte delle Brigate Rosse; il 18 marzo una telefonata al ”Messaggero” fa trovare il ”Comunicato n.1” delle Br, che contiene la foto di Aldo Moro e annuncia l’inizio del suo ”processo” mentre, solo il giorno dopo, Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro. I servizi segreti di tutto il mondo, anche se le segnalazioni furono tante e precise, non riuscirono a trovare la prigione dei terroristi, ribattezzata "prigione del popolo", e da cui Moro invocava incessantemente, tramite numerose lettere, una trattativa. 
Il 9 maggio, dopo più di cinquanta giorni di prigionia lo statista viene ucciso: il corpo di Moro viene trovato morto nel bagagliaio di una R4 rossa, su indicazione degli stessi brigatisti, in via Caetani, emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù, sede della Democrazia Cristiana, e via delle Botteghe Oscure, sede storica del Partito Comunista Italiano. Secondo le ricostruzioni, ancora frammentarie malgrado i molti anni trascorsi, lo statista sarebbe stato ucciso dal brigatista Moretti nel garage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti appunto come ”prigione del popolo”.
I rapimento di Moro fu una notizia che scosse l’intero Paese, una di quelle dove ognuno sa dov’era e cosa stava facendo al momento dei fatti.
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