Bahrami suona Bach per la Feltrinelli
Il grande pianista persiano inaugurerà oggi, giovedì 19 aprile, la nuova libreria di Corso Aldo Moro. Inizio alle 18 con un'intervista pubblica del vicedirettore della Prealpina Giancarlo Angeleri
Ha gli occhi liquidi, allungati e ridenti, soprattutto quando suona Bach. Ramin Bahrami il 27 dicembre compirà 32 anni ed è già considerato uno dei grandi pianisti di questo secolo. Il suo primo maestro, Piero Rattalino, lo ha paragonato a Glenn Gould, un mito del Novecento.
Il successo musicale di Bahrami è scritto nel suo destino. In una giornata di pioggia, mentre si trovava a casa di un’amica a Teheran, ascolta la Partita n.6 di Bach eseguita proprio da Gould. Rimane colpito dalla magia di quel tocco, così scientifico e preciso, eppure così capace di generare stupore nell’ascoltatore. E’ ancora un bambino e il pianoforte diventa la sua passione. Nella sua testa c’è Bach. Riesce a procurarsi le registrazioni di Pollini e compra tutto ciò che riguarda la teoria musicale occidentale.
La sua famiglia è benestante. Il padre ingegnere è per metà tedesco e per metà iraniano, la madre, invece, è di origini russo turche. I Bahrami sono un crogiuolo di culture, segno di un Paese da sempre molto aperto, ma che dopo l’avvento degli Ayatollah si ripiegherà su se stesso.
Il giovane Ramin è un talento, per lui c’è la possibilità di andare all’estero. Ma la caduta dello scià di Persia e l’avvento della rivoluzione islamica gli chiudono ogni strada. Il padre viene incarcerato e non rivedrà più la sua famiglia e Ramin a causa della svalutazione finanziaria non ha più la possibilità di andare in Germania a studiare pianoforte.
Il destino dei grandi, però, non chiude mai definitivamente le sue porte. L’ambasciatore italiano a Teheran, accortosi del talento del ragazzo, gli procura una borsa di studio finanziata dall’Italimpianti di Genova. E così Ramin Bahrami, all’età di dodici anni, arriva in Italia e al conservatorio Verdi di Milano incontra il maestro Piero Rattalino che riconosce subito il talento cristallino del ragazzo.
Bahrami non farà più ritorno in Iran, ma la sua strada è ormai segnata: arrivano i premi e i riconoscimenti, suona davanti ai capi di stato e in luoghi "sacri" come la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale (concerto del 27 febbraio 2005). Sarà il primo musicista iraniano a incidere con una casa discografica occidentale, la Decca.
Per tutti, Rattalino in testa, è lui l’erede di Glenn Gould: «Scompone e ricompone la musica di Bach, in modo che risentano di un modello, glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello io gli ho insegnato a sopportare il morso ma non l’ho domato e spero che continui ad essere com’è».
Bahrami, giovedì 19 giugno, parteciperà all’inaugurazione della nuova libreria Feltrinelli di corso Aldo Moro. Alle 18 sarà intervistato dal vicedirettore della Prealpina Giancarlo Angeleri e suonerà nella vicina piazza Marsala
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