“Contro i rischi del traffico, una platea rialzata in via De Pretis”
Da Legambiente una proposta e qualche riflessione dopo l'ennesima tragedia della strada
Riceviamo e pubblichiamo
Ieri la città ha subito l’ennesimo lutto di una ciclista, uccisa da una betoniera. Troppi automezzi pesanti e troppi Suv attraversano la nostra città, particolarmente priva di un sistema di trasporto pubblico. Anche gli utenti delle ferrovie devono usare prevalentemente le auto personali per arrivare in tempi normali ai treni dei pendolari.
In quindici anni la città non è stata in grado di pensare un sistema di trasporto urbano migliore del presente, che è praticamente peggiore di quarant’anni fa, quando le auto private non erano tanto numerose quanto oggi.
Da tempo il Comune ci informa che sta per essere varato il nuovo Piano Urbano del Traffico, il secondo in quindici anni; in mezzo un PUT di solo rapporto dei volumi di traffico: non sono i numeri a fare un progetto di piano per la città, ma la volontà politica di incidere e modificare l’esistente. Invece tante chiacchiere e tante rappresentazioni di Piani strategici con i comuni vicini, ad uso della propaganda e di quelli che li scrivono.
Almeno la giunta del sindaco Rosa promise alcune rotonde, assieme alla Provincia del concittadino Marco Reguzzoni. Col sindaco Farioli sono state fatte solo le terze corsie sui semafori del Viale della Gloria, di cui una palesemente pericolosa. In compenso i tempi dei semafori sono rimasti inadeguati, con quattro rossi in sequenza.
Comunque sia, due morti in bicicletta in sei mesi, a Busto Arsizio, sono un dato che dovrebbe smuovere anche i burocrati più assenteisti. L’abbiamo sottoscritto nelle ultime settimane: la vicenda dell’autosilos di Piazza Vittorio Emanuele è l’esempio di quanto è privilegiato solo il traffico su gomma. Basterebbe impegnarsi ad usare i ricchi proventi delle urbanizzazioni in opere per la sicurezza stradale, per il loro studio e progetto, per incentivi e pubblicità.
Senza bisogno di scansare la polemica, è chiaro che sono le fasce deboli della città in movimento a reclamare attenzione. In troppi gridano Basta! a questa vicenda, difensori degni di migliore causa. Non è imbavagliare i dissidenti che migliora il nostro comune!
Da anni insistiamo su questi argomenti, inascoltati da Palazzo Gilardoni. Abbiamo smesso di predicare nel deserto, sottoponendo agli assessori ed ai sindaci proposte sostenibili ed intelligenti, sempre in procinto di iniziare ma mai iniziate. Oggi, allontanandoci sdegnati da chi giudicherà strumentale questa comunicazione, sottoponiamo al sindaco Farioli ed all’Amministrazione questo problema; prima di piangere la prossima vittima probabile.
Via De Pretis è una strada molto pericolosa, tra via Rossini e viale della Repubblica. Una via di traffico comunale e di quartiere. Per migliaia di autisti la strada più veloce verso i quartieri ad Est, percorsa ogni dieci minuti anche dai pesanti autobus urbani della linea circolare. Come innumerevoli strade bustesi, è larga solo lo spazio necessario all’incrocio di due automezzi, e su di essa sorgono le case di decine di famiglie. E’ pure la strada obbligata per raggiungere il grande istituto scolastico, in cui studiano centinaia di bambini e ragazzi, dai due ai venti anni. Al centro è ubicato l’ingresso Nord del Parco di via Pastore, con annessi parcheggi di quartiere.
Considerata la grande importanza e annessa pericolosità di questa strada, proponiamo in accordo con alcuni residenti, di creare nel mezzo della via, in corrispondenza del parcheggio, un tratto rialzato di strada lungo alcune decine di metri. Il modello è usato in molte città e paesi: serve a rallentare la velocità non solo in un momento fuggevole, ma per rallentare la marcia per un tratto sufficiente di alcune decine di metri, per poi ridiscendere lentamente. Quindi due rallentamenti con al centro un tratto di strada a velocità moderata; questo tratto può essere usato per gli attraversamenti pedonali, rischio enorme in via De Pretis, in un tratto dove di fatto si circoli a bassa velocità.
Preveniamo le critiche: questa platea rialzata è già stata proposta dal Comune in viale Alfieri, dove il traffico è ben maggiore, per ogni categoria, ma dove ci sono semafori frequenti.
Grazie a chi penserà di mettere in pratica le proposte per la mobilità dolce e sostenibile.
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