I bustocchi e il loro Comune
Luci e ombre di un rapporto necessario, in un momento non troppo brillante per la macchina amministrativa
Per l’immagine del Comune di Busto Arsizio il momento non è dei più brillanti. La vicenda Corte dei Conti, nata come un’indagine sui ricchi emolumenti elargiti ad alcuni dirigenti, si è tramutata in un grosso guaio che ha coinvolto i dipendenti comunali, i quali rischiano di dover pagare a caro prezzo colpe non proprie. Il Comune ha dovuto lavorare sodo per ovviare a tutta una serie di atti adottati fra il 2000 e il 2006 e contestati dalla magistratura contabile; addirittura Busto è diventata suo magrado "scuola" per altri Comuni che si trovano in consimili pasticci. A Palazzo Gilardoni sono infatti successe cose da chiarire, nelle cause e più ancora negli effetti. Si è visto in passato un direttore generale che non avrebbe avuto i titoli per ricoprire la posizione, e di recente la sparizione di un paio di fascicoli di pratiche edilizie; mezza Giunta ha dovuto essere messa in mora dall’ente comunale stesso, sempre in relazione alla vicenda nata dai super-stipendi. Senza parlare del fatto che da anni il Comune lavora con un organico decisamente sottodimensionato.
Al cittadino tutto questo può anche, tutto sommato, interessare relativamente. Le sue esigenze sono quelle di un servizio cortese, competente, celere, che risolva i problemi. Telecamere e microfono alla mano, Varesenews ha chiesto ad alcuni frequentatori del Municipio cosa ne pensino, e se siano soddisfatti del loro Comune. Le risposte ci rimandano, nel cuore della verde Padania, un quadro molto italiano, nel quale i cittadini, senza andare a toccare i massimi sistemi, "curano il particulare": e quando la risposta non è all’altezza, sono fulmini e saette.
Fra chi esce dall’androne del cortile del Municipio c’è chi avrebbe molte cose da dire, ma non vuole esporsi perchè «bisogna avere delle coperture», chi ha fretta e tira dritto; chi, invece, si ferma e parla. Chi si lamenta lo fa su aspetti specifici, è spesso il bustocco doc con la strada allagata dopo il nubifragio, o le pratiche lente che non sebrano mai andare in porto. Fra chi invece "benedice" il servizio, alla faccia delle crociate contro i "fannulloni" del settore pubblico, c’è anche una giovane straniera, segno dei tempi. Cauto ma positivo l’unico professionista incontrato: intravede miglioramenti nella qualità del servizio negli ultimi mesi, peccato che una delle due pratiche edilizie rubate in Comune lo riguardasse… E c’è anche chi, dovendo cercare un banale elenco dei gruppi politici esistenti in città, è stato mandato dall’ufficio protocollo a quello elettorale, da questo alla segreteria del sindaco che ha ritelefonato all’ufficio eletorale, per vedersi poi consegnare dall’ufficio protocollo la composizione del Consiglio comunale, già presente sul sito del Comune (ma non tutti bazzicano il Web).
In attesa che il sindaco Farioli sciolga il suo dilemma sul doppio incarico (sindaco o consigliere regionale?) e lanci il rimpasto di Giunta e la mille volte promessa rivoluzione negli uffici comunali, lasciamo dunque la parola ai cittadini.
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