Raddoppia la Tac all’ospedale
Inaugurata la nuova tac «una delle più innovative attualmente esistenti sul mercato»
L’Azienda Ospedaliera potenzia la Diagnostica per Immagini dell’Ospedale di Saronno. Nell’Unità Operativa di Radiologia, al piano terra del Padiglione Rosso, è già funzionante una nuova Tac con tecnica spirale a 64 strati che è stata inaugurata ufficialmente stamattina alla presenza del direttore generale dell’Azienda Pietro Zoia, del direttore sanitario Brunella Mazzei, del direttore amministrativo aziendale Angelo Bani, del direttore medico di presidio Cesare Lari, del primario dell’Unità Operativa di Radiologia Valter Castiglione e di numerose autorità del territorio. Con questa acquisizione la dotazione del presidio in questo ambito raddoppia: l’apparecchiatura presentata oggi, che ha un valore di un milione 100mila euro, si aggiunge a quella monostrato attiva in reparto dal 2000 con la quale nel 2007 sono stati effettuati oltre 8mila esami, di cui 4mila 300 per pazienti ambulatoriali e la restante parte per i pazienti ricoverati.
La nuova Tac è una delle più innovative attualmente esistenti sul mercato. La sua avanzata tecnologia consente infatti di eseguire sia gli esami tradizionali in minor tempo e con maggior dettaglio anatomico sia alcuni esami di particolare complessità. E questo anche grazie a sofisticati programmi di ricostruzione e analisi delle immagini della parte del corpo da studiare.
Tra le applicazioni più innovative, va sottolineato innanzitutto lo studio funzionale-anatomico del cuore, in particolare delle coronarie. La nuova Tac del presidio saronnese può effettuare coronarografie dette “coronaro-tc” che si eseguono con mezzo di contrasto iniettato nelle vene e non nelle arterie, come nell’esame tradizionale, risultando così meno invasive. L’indagine viene eseguita su casi selezionati da un’èquipe appositamente costituita formata da specialisti radiologi e cardiologi nell’ottica di un approccio multidisciplinare.
Da segnalare, poi, è che questa apparecchiatura è tra le prime in Italia ad avere la tecnica di studio delle coronarie cosiddetta “step & shoot” che consente di ridurre la dose di radiazioni cui viene sottoposto il paziente fino all’80%.
Inoltre, la nuova apparecchiatura può effettuare lo studio del grosso intestino con endoscopia virtuale e l’urografia – prima effettuabile tramite radiografia – e l’angiografia dei tronchi vascolari. Anche in questo caso l’esame diventa meno invasivo per il paziente rispetto alla tecnica finora tradizionalmente usata.
Guardando alla dotazione complessiva della Radiologia saronnese, la nuova apparecchiatura va ad affiancare la risonanza magnetica nucleare da 1,5 Tesla di recente attivazione. Il settore dell’imaging si avvarrà inoltre nei prossimi mesi di una nuova apparecchiatura dotata di un lettino inclinabile per lo studio radiologico digitalizzato dell’apparato digerente e per le attività di Radiologia interventistica. Infine, a livello aziendale, sarà attivato nei prossimi mesi il sistema RIS-PACS per la trasmissione e archiviazione digitale delle immagini radiologiche a servizio delle Radiologie dei tre presidi aziendali.
“Quella di oggi – ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia – è un’altra occasione per mostrare un ulteriore, concreto passo verso il potenziamento tecnologico dell’ospedale e in particolare del settore della diagnostica
che abbiamo dotato, dopo la risonanza magnetica, di un’altra apparecchiatura all’avanguardia in grado di effettuare esami specialistici di assoluta rilevanza”.
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