Con Ubi Banca più “viaggi all’estero” per gli studenti Liuc
Siglato oggi lunedì 7 luglio l’accordo di collaborazione fra i due enti per favorire l'internazionalizzazione
“Un importante supporto per consolidare e potenziare le attività di
internazionalizzazione dell’Università Carlo Cattaneo, per compiere un significativo salto di qualità e offrire ai nostri studenti un servizio di livello sempre più alto”: con queste parole il Rettore dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC Andrea Taroni ha commentato l’accordo di collaborazione di durata triennale tra l’Università e UBI Banca, siglato oggi presso la sede del Banco di Brescia di via Silvio Pellico a Milano.
Nello specifico l’accordo intende sostenere il progetto di internazionalizzazione dell’Università, che si esplicherà in tre fasi:
– la preparazione linguistica di 1.700 studenti, che consenta loro di ottenere la cosiddetta certificazione internazionale
– il conseguimento del doppio titolo di laurea tra l’Università Cattaneo e 7 atenei stranieri
– la partecipazione a stage di formazione professionale all’estero.
In aggiunta a ciò è prevista anche la realizzazione dei progetti “Summer School”, che si propongono di permettere agli studenti di Economia, Giurisprudenza ed Ingegneria Gestionale la frequentazione di corsi intensivi (4 settimane) su temi di particolare interesse presso le Università di Shangai e Phoenix.
Un giudizio positivo sull’accordo è stata espresso anche dal Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, Emilio Zanetti: “Siamo molto soddisfatti e anche orgogliosi di questa collaborazione con l’Università Carlo Cattaneo – ha commentato – in quanto riteniamo che questo tipo di intervento consenta di attivare, in particolare, quello scambio di idee ed esperienze tra mondo finanziario/imprenditoriale e mondo accademico che contribuisce alla migliore integrazione tra l’Università e la realtà economico-sociale del territorio”.
L’Università Carlo Cattaneo – LIUC, fondata nel 1991 a Castellanza dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, si è qualificata in questi anni come un caso di eccellenza: in alcune classifiche, come quelle annuali del quotidiano “La Repubblica” e del Consorzio Universitario Almalaurea, si è meritata il primato in campo nazionale per quanto riguarda le attività internazionali e non solo, in particolare per quanto riguarda la percentuale degli studenti che trascorrono periodi di studio presso Università all’estero, in rapporto alla popolazione studentesca.
“Attualmente – continua Taroni – circa 1/3 dei nostri laureati trascorre un periodo di studio all’estero: con il supporto di UBI intendiamo arrivare al 50% , anche attraverso una sempre più adeguata preparazione linguistica e il conseguimento delle opportune certificazioni”.
La LIUC vanta un forte programma di mobilità studentesca con 94 accordi in 33 paesi del mondo, che coinvolge ogni anno un numero crescente di studenti delle tre Facoltà, Economia, Giurisprudenza e Ingegneria.
“Oltre alla mobilità – ha ricordato il Presidente della LIUC Paolo Lamberti – esiste l’offerta didattica anche in lingua inglese, in alcuni casi per singoli corsi, in altri per interi programmi annuali; poi ancora, i programmi di doppio titolo, che offrono agli studenti che completano con profitto un percorso di studio prestabilito nell’Università Cattaneo e in altre Università partner una laurea italiana e estera; esiste inoltre un programma di internazionalizzazione anche per i docenti, che intendiamo potenziare attraverso anche la chiamata di un numero sempre maggiore di docenti stranieri e, infine, le due Summer School, una presso la Fudan University di Shangai, l’altra negli Stati Uniti presso l’Arizona State University”.
La proiezione internazionale appartiene all’Università fin dalla sua fondazione e rivela sempre maggior valore nell’attuale contesto accademico: “L’importanza crescente delle attività di internazionalizzazione – ha continuato Lamberti – corre parallela al progressivo estendersi della cosiddetta globalizzazione: un fenomeno che riguarda nell’accezione più comune la sfera dell’economia, ma non solo, perché interessa in realtà, sebbene in misura differenziata, ogni altro ambito dell’attività umana. La conoscenza non solo delle lingue straniere, in particolare dell’inglese, ma anche dei mercati e delle società fuori dal nostro Paese, è oggi più che mai un elemento fondamentale – direi ormai una discriminante – per l’inserimento nel mondo del lavoro”.
Un accordo, quello con UBI, decisamente innovativo, in quanto non rientra nelle erogazioni di carattere sociale tipiche di un istituto creditizio, “si rivolge non alle strutture fisiche, ma alle menti”, come ha concluso il Presidente.
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