EXPO 2015, Regione protagonista
Il dibattito in Consiglio regionale sull’intervento del Presidente Formigoni
“Il mio giudizio sul decreto firmato mercoledì scorso dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è positivo perché ruota attorno ad una governance in capo alla Giunta regionale”. Così si è espresso oggi il Presidente della Regione, Roberto Formigoni, nella sua comunicazione al Consiglio Regionale sull’EXPO 2015. Il Governatore ha sottolineato il ruolo di protagonista della Regione Lombardia. “Con l’istituzione nel DPCM del Tavolo Lombardia – ha sottolineato Formigoni – la Regione assume un grande ruolo di regia, riunendo sotto la presidenza regionale tutti i componenti del CIPEM (il Comitato di Indirizzo e Programmazione previsto dall’art. 2 del Decreto), il Commissario straordinario, nonché i rappresentanti di istituzioni locali, nazionali e internazionali e altri soggetti pubblici e privati interessati agli interventi. La funzione della Regione sarà, dunque, essenziale per esprimere tutto lo spessore di un progetto che rappresenta l’intero Paese di fronte al mondo” . Un ruolo che, sempre secondo Formigoni, esprime anche “un riconoscimento per l’attività internazionale che il Governo lombardo ha sviluppato in questi anni”. In concreto il Tavolo Lombardia, il metodo della programmazione negoziata e lo strumento dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale previsto dalla legge regionale 2/2003 costituiscono i capisaldi dell’azione regionale, assunti dal DPCM.
Pur condividendo la presentazione fatta da Formigoni dell’EXPO 2015 e confermando lo spirito di collaborazione, Franco Mirabelli a nome del PD, non concorda sul giudizio espresso dal Governatore lombardo circa il DPCM. “Il modello di governance non è quello descritto con enfasi da Formigoni, in quanto il conflitto istituzionale sorto negli scorsi mesi tra Comune di Milano e Regione Lombardia ha spostato sul governo nazionale il potere decisionale. Inoltre – ha proseguito Mirabelli – Formigoni ha sbagliato non allargando il dibattito al Consiglio Regionale e ai Presidenti di Provincia. Il risultato è un indebolimento degli interessi lombardi, ulteriori ritardi nel definire le competenze. Il rischio è che la vicenda dell’EXPO possa essere strumentalizzata dal Governo come merce di scambio per risolvere altri problemi”.
Secondo il capogruppo di Forza Italia Paolo Valentini “la Regione ha saputo in questi mesi affrontare il ruolo che le competeva di fronte a un progetto come l’EXPO che coinvolge risorse notevoli sia dal punto di vista economico che umano. Ed è stata corretta la scelta di una adeguata riflessione che coinvolgesse tutte le Istituzioni interessate. Ora il Consiglio Regionale è chiamato a fare provvedimenti celeri per arrivare spediti all’obiettivo e mi auguro una collaborazione leale anche da parte dell’opposizione”.
“L’opposizione – ha detto Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione comunista – non è mai stata coinvolta in questi mesi ed è tempo che questa Aula smetta di essere semplicemente il luogo dove vengono riportate le informazioni. Chiediamo, ancora una volta, di riaprire una discussione seria e ponderata su questo tema, dedicando una apposita seduta all’EXPO e istituendo una Commissione ad hoc”.
“Il modello lombardo – ha rimarcato il capogruppo dei Verdi Carlo Monguzzi – fa acqua da tutte le parti. Le leggi sulle infrastrutture vengono impugnate, il sistema sanitario privato ha problemi, ora ci si mette anche l’EXPO. Il modello lombardo ne esce sconfitto e Formigoni sa bene che è cosi, anche se cerca di convincerci della maggiore autorevolezza del comitato per l’EXPO. Noi continueremo a batterci per evitare che il percorso dell’EXPO continui cosi perché siamo convinti che finirebbe per essere un disastro”.
Persa un’occasione per il Vicepresidente Marco Cipriano. “Ancora una volta il Presidente Formigoni è partito col piede sbagliato, non coinvolgendo questa Assemblea. Peccato che non abbia fatto come il Sindaco Moratti e il Presidente della Provincia Penati che hanno invece scelto di riferire subito ai propri Consigli. La preoccupazione dell’opposizione è legittima perché scegliendo il silenzio, il Presidente Formigoni ha confermato la mancanza della volontà di intraprendere un percorso di partecipazione e trasparenza che avremmo preteso”.
“Al di là delle dichiarazioni di vittoria rese da Formigoni, appare chiaro che è finita una fase importante della collaborazione tra Governo nazionale e Regione Lombardia, quella in cui con il ministro Di Pietro si trattava alla pari e che ha dato importanti risultati in termini di infrastrutture per la nostra Regione”. Questo il commento espresso per l’Italia dei valori dal capogruppo Stefano Zamponi. In particolare, Zamponi ha sottolineato il peso che il Governo nazionale ha all’interno del CIPEM, con 10 rappresentanti su 16 componenti, e il complicato rapporto previsto dal Decreto tra Consiglio di amministrazione della società e l’amministratore unico. Zamponi si è dunque augurato che i conflitti non influiscano sul risultato finale “che deve essere raggiunto nell’interesse dei lombardi e per lo sviluppo della nostra Regione”.
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