Il tribunale riapre due discariche della Coinger
Accolto il ricorso al Riesame per i centri raccolta di Brunello e Morazzone. Il sequestro rimane però a Carnago
Una boccata di ossigeno per i cittadini di Brunello e Morazzone, che da domani potranno ricominciare a portare i rifiuti ingombranti e quelli speciali, nei centri raccolta dei loro comuni, sequestrati e chiusi il primo luglio dalla procura di Varese. Il tribunale del riesame, infatti, ha accolto il ricorso, promosso dagli avvocati dei due tecnici indagati per non aver rispettato alcune disposizioni di legge (il direttore Paride Magnoni difeso da Marco Lacchin, e il presidente del Cda Silvano Marchini difeso da Attilio Fontana e Giovanni Grassi), e ha disposto il dissequestro, mentre il centro di Carnago rimarrà ancora chiuso. La decisione è un toccasana per i comuni coinvolti, una fascia di territorio che, servita dal consorzio Coinger, arriva a un livello di raccolta differenziata del 70 per cento. Il consorzio è stata però colto in fallo, in particolare, sulla questione degli scarichi dell’acqua piovana.
Proprio questo, rimane il punto contestato a Carnago, paese che da anni attende un tratto di collettore che lo colleghi alla dorsale fognaria più vicina. L’interruzione nella linea, costringe in pratica il suo centro raccolta a scaricare in una roggia, rendendo in questo modo necessaria una ulteriore autorizzazione da parte della Provincia. Che al momento manca. Secondo il Riesame, invece, non è assodato che Brunello e Morazzone abbiano pluviali che scarichino a terra, e dunque possono avvalersi dell’autorizzazioni conferita dai comuni di appartenenza.
Ma c’era un’altra contestazione, la richiesta di una autorizzazione regionale sui rifiuti, per i tre centri raccolta.
Su questo punto, il tribunale ha dato ragione a tutti e tre i comuni, stabilendo che basta l’autorizzazione del comune. “Questioni tecnico burocratiche, niente dolo” hanno sostenuto i vertici di Coinger; per le contestazioni scaturite a margine di una ispezione dei carabinieri del Noe, la scorsa primavera. La procura aveva dato corso all’azione penale, ottenendo il sequestro preventivo dal gip. I sindaci della zona avevano espresso stupore, Coinger ha un sistema di riciclaggio spinto e vedersi sequestrati gli impianti per i pluviali, viene considerata una beffa. Altri centri di raccolta rifiuti, Casale Litta, Cazzago Brabbia e Crosio della Valle, sono stati chiusi temporaneamente dal consorzio per eseguire verifiche tecniche ed amministrative.
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