Imprenditore fugge all’alt, aveva 7 etti di coca

L'uomo, residente a Vedano Olona, è stato arrestato dopo un rocambolesco inseguimento prima in macchina e poi a piedi. È titolare di una ditta di impianti termosanitari a Binago

Quando la macchina civetta della squadra mobile si è affiancata alla Nissan Micra intimandogli di fermarsi, Tiziano Vestina, imprenditore di 46 anni, residente a Vedano Olona, ha pensato bene di pigiare sull’acceleratore. Il motivo della sua fuga erano sette etti di cocaina che l’uomo aveva in macchina. Iniziava così, nel pomeriggio di sabato 16 agosto, un inseguimento rocambolesco, dalla centralissima via Como a Malnate fino in  via Monte Bianco, una strada sterrata, a Vedano Olona. L’uomo non potendo più proseguire con l’automobile, l’ha abbandonata accesa e ha continuato la sua fuga nella campagna vedanese a piedi. Nonostante la «vivace» reazione dell’imprenditore, alla fine gli uomini della squadra mobile lo hanno bloccato e arrestato. Una reazione così veemente che, oltre al traffico di stupefacenti, gli verrà contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
(foto, da sinistra: Franco Novati, capo della squadra mobile, Maurizio Grigo, procuratore capo, Giovanni Scifo, vicequestore vicario)

Nella perquisizione effettuata in un container nei pressi della ditta di Binago, la T.V . impianti srl, di cui il Vestina è titolare, sono stati ritrovati una pistola con la matricola abrasa, una Walther Ppk, calibro 7 e 65, la stessa usta da James Bond, e due caricatori con una cinquantina di colpi, detenuti illegalmente.  In uno scantinato dell’azienda sono stati inoltre ritrovati: un martinetto idraulico, una staffa metallica e delle forme usati per pressare lo stupefacente e trasformarlo in panetti.  Importante, nella perquisizione e nei ritrovamenti, il ruolo svolto da due cani antidroga, Ovar e Stella, della Squadra cinofila della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso.

L’imprenditore (nella foto) veniva tenuto sotto controllo ormai da circa un mese. Era stato coinvolto in un’altra vicenda di droga 25 anni fa. Secondo la polizia, ci si trova di fronte ad un livello più alto del semplice spacciatore. L’uomo non è un consumatore di cocaina e non spacciava al dettaglio. Infatti, due dei panetti di cocaina rinvenuti erano ancora in pasta morbida e con un grado di purezza molto elevato. Di solito è quella la forma con cui lo stupefacente arriva dai paesi  produttori.
Sul caso indaga il pm Sara Arduini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2008
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