Il mostro mite che sottomette e soddisfa
Il nuovo saggio di Raffaele Simone pubblicato da Garzanti spiega il paradigma culturale e politico che informa l'ascesa della destra in occidente
In tutto l’Occidente, non solo del nostro paese, prevale un orientamento del senso comune dominante che si colloca paurosamente a destra.
Derubricata al momento ogni ipotesi di alternativa di sistema, per chi non crede alle teorie dell’alternanza politica vi è la necessità inderogabile di comprendere quali sono le ragioni di una siffatta egemonia culturale, che non è certo una novità di quest’ultima stagione elettorale.
Un tentativo originale in questa direzione , anche se viziato dai pregiudizi di un certo respingente anticomunismo di matrice azionista, lo compie il linguista di fama internazionale Raffaele Simone, già autore del fondamentale "La Terza Fase", un saggio sulle forme di sapere che si stanno perdendo, nel recente pampleth " Il mostro mite", ove, a fronte dell’indebolimento della sinistra e dei suoi ideali, prende in esame il paradigma di una cultura globale di natura "dispotica", con cui la neodestra plasma l’immaginario delle masse in forme però suadenti.
Per Simone questo paradigma, consustanziale alla globalizzazione capitalistica, non fonda la sua forza solo sull’ideologia del consumo, ma ha approfondito la sua pervasività attraverso quella dilatazione del vedere che il mondo della tecno-visione ha incrementato esponenzialmente.
Perciò , come l’identificazione nel consumo tende a negare la differenza tra le classi, l’offerta continua di spettacoli, riprendendo le geniali intuizioni di G. Debord sull’irruzione del falso nel vero contenute nel noto testo "La società dello spettacolo", produce dei consumatori-voyeurs che "non aspirano a realizzare alcuna teoria dell’obiettività" .
Affievolimento dello spirito critico, capacità di etodirezione delle masse integrate in una doppia direzione, "sottomissione soddisfatta ": questi sono i caratteri di quel paradigma culturale che per Simone infiltra il cuore e le menti delle persone.
Il che spiega abbondantemente l’affermarsi del populismo, il trionfo dell’egoismo e il venir meno dell’interesse generale e della solidarietà come valori di riferimento .
Nonchè della difficoltà nel dirsi e nell’essere di sinistra, giacchè, paradossalmente, per il lucido e pessimista Simone tendenzialmente la neodestra ingloberà sia la destra che la sinistra tradizionali, avanzando incontrastato questo processo di modernizzazione omologante.
Infatti, se lo stare a sinistra implica anche un’etica della rinuncia e del sacrificio, oltre che il porsi decisamente controcorrente, non abiurando le istanze di eguaglianza fondative del movimento operaio, ciò appare in questo contesto un compito riservato a pochi , stante che Blair e Veltroni trovano più realistico adeguarsi allo "spirito del tempo", guardando decisamente a destra.
Per questi motivi , mancando purtroppo nella riflessione di Simone l’individuazione di quali soggetti possano opporsi a questo scenario di sapore nichilistico, una cosa è considerare la sinistra radicale e comunista un residuo non conciliato con l’esistente, un’altra, sulla scorta dei luoghi comuni dell’anticomunismo, disconoscere ciò che resiste coscientemente al totalitarismo capitalistico.
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IL MOSTRO MITE
Raffaele Simone
Garzanti pagg. 172
€12,00
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