Fondazione culturale, «Testa per il Gassman, cuore per il Popolo»

Adriano Gallina, direttore della Fondazione Culturale presenta la stagione 2009 al Teatro Condominio Vittorio Gassman e al teatro del Popolo, due centri nodali per la città con programmazioni di alta qualità

E’ la terza stagione teatrale per la Fondazione Culturale di Gallarate e, dalla sua nascita ad oggi, il pubblico sembra affezionarsi sempre di più alle ricche programmazioni che vengono proposte al Teatro Condominio Vittorio Gassman e al Teatro del Popolo. Due centri focali per la città che nell’intero anno riescono a raccogliere le diverse esigenze degli spettatori proponendo nomi di fama, spettacoli di alto livello ma anche spettacoli sperimentali. La Fondazione Culturale inoltre rivolge da sempre un’ attenzione particolare ai cittadini gallaratesi che conferma proponendo un “abbonamento di sistema” che mette in relazione le strutture della fondazione con le altre due presenti sul territorio (le Arti e il Nuovo) facendo in modo che le attività sia coordinate tra di loro agevolando così il pubblico alla partecipazione di ciascuno di esse.Per raccontarci la nuova stagione 2008/2009 abbiamo intervistato il direttore della Fondazione Culturale di Gallarate, Adriano Gallina

Due teatri, due generi diversi. Il Gassman per i “classici” e il Popolo per il teatro sperimentale e d’improvvisazione. Quali saranno gli ingredienti di questa stagione 2008/2009 e quali i criteri di scelta?
«Possiamo dire che da una parte c’è la testa e dall’altra c’è il cuore. Il teatro Gassman è da programmare con la testa, ha 650 posti ed è il primo teatro cittadino, propone una stagione di altissima qualità con spettacoli di fama che chiamano il pubblico della regione e non solo. Il teatro del Popolo è invece “il cuore dell’arte”, ha 200 posti, propone spettacoli sperimentali, di alta qualità anche se meno altisonanti e di richiamo. E’ il “teatro d’essai” della città che quest’anno si presenta con una stagione molto ricca, aperto alle compagnie più adulte e a quelle delle nuove generazioni, e con il teatro per bambini».   

A proposito della kermesse dedicata alle rappresentazioni teatrali per bambini “La scatola magica”. I giovani fruitori del teatro come vivono questo spazio? 
«Ormai è un appuntamento consolidato, atteso dalla città e con una buona affluenza. Molti genitori accompagnano i bambini a rappresentazioni che riprendono storie già conosciute, supportate dalle immagini televisive o altro. La cosa più bella da vedere sono i bambini a teatro, vederli immersi in scene ed immagini evocative, soprattutto quando si tratta di storie che non hanno mai sentito. A noi non interessa presentare questa rassegna con lo scopo di dare una formazione propedeutica agli adulti che saranno domani, ma sono spettacoli che si vogliono rivolgere direttamente a loro e dargli un’esperienza e momenti di cultura adesso.»

La Siae Nazionale il 4 novembre esce con un comunicato riassuntivo dell’andamento delle attività di intrattenimento del primo semestre 2008. I dati dicono che, rispetto al primo semestre 2007, il teatro è al terzo posto tra i settori in cui gli italiani spendono di più anche se vede una diminuzione di spettatori del 14,01% imputabili principalmente ai decrementi del teatro di prosa e nel comparto dell’arte varia, mentre c’è un aumento per la lirica e per il balletto.

Questa tesi vale anche per il pubblico della Fondazione culturale di Gallarate? 
«Il discorso è complesso, l’Osservatorio Nazionale dello Spettacolo, ogni 5 anni stende la relazione sull’utilizzo del Fondo Unico per lo spettacolo e, da quindici anni, parla di una forbice sempre più ampia tra domanda e offerta, ovvero si propongono più spettacoli rispetto al pubblico e questo provoca una frammentazione del fruitore. Inoltre è calato il potere d’acquisto dei cittadini, lo spettacolo è un genere voluttuario ed è quindi il primo ad essere tagliato dalle spese. C’è poi una tesi politica: gli enti, la regione dovrebbero convertire le risorse che vengono date alle compagnie che producono lo spettacolo a quelle che lo programmano, queste avrebbero la possibilità di abbassare il prezzo finale del consumatore e abbassare il prezzo del biglietto. C’ è poi una differenziazione dei repertori, anche a Gallarate la prosa tradizionale è poca e puntiamo a presentare una prosa di alta qualità. La danza, il musical e la lirica sono i generi più visti, anche perché sono le scelte di quel pubblico che va poco a teatro.»

 E’ la terza stagione della Fondazione Culturale. Il pubblico gallaratese, di anno in anno ha sempre più apprezzato gli appuntamenti teatrali da voi proposti. Quali sono stati i mezzi per conquistare un pubblico sempre più vasto?
«Dagli altri teatri, dalla regione, dal pubblico ci viene riconosciuta l’altissima qualità degli spettacoli che proponiamo. Siamo l’unica realtà che in questi anni è riuscita a portare in teatro i “Momix”, Cammariere, quest’anno ci sarà poi Patty Smith e Battiato. Inoltre c’è stata una maggiore caratura dei canali di comunicazione, abbiamo attuato una promozione che raggiunga un pubblico specifico. Privilegiamo infatti canali come VareseNews che ha un target di lettori culturalmente medio – alto. C’è poi una grande attenzione da parte della stampa in un ambito regionale».

 Quali sono gli appuntamenti imperdibili di questa stagione? 
«Per il Condominio consiglio tutta la prosa, in particolare Gomorra, Erri De Luca, Celestini. Per la danza lo spettacolo di sabato (8 novembre) “Play” . Per la musica contemporanea non saprei, sono tutti appuntamenti di altissima qualità ma tra tutti consiglio  il concerto del 12 dicembre con Giovanni Sollima, il più grande violoncellista italiano. Per il teatro del Popolo non saprei, consiglio tutta la prosa anche perché molte volte gli spettacoli sono superiori a quelli del Gassman.»

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Pubblicato il 06 Novembre 2008
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