La Cimberio esulta sul “gong”
Venezia-Varese 70-71. La sirena del 40' rende vano il canestro del sorpasso dell'Umana. I biancorossi vincono in trasferta e rimangono in testa
Varese va al tappeto in Laguna, ma il pugno che la mette K.O. arriva a "gong" già suonato. Con un finale da brividi quindi la Cimberio conquista la quinta vittoria in sei gare – la terza fuori casa – e rimane per un soffio in vetta alla LegaDue appaiata alla Fileni Jesi. Una situazione intrigante se pensiamo che sabato prossimo a Masnago i biancorossi di Pillastrini giocheranno proprio contro la formazione marchigiana.
Oggi però c’è da raccontare dell’ennesima partita risolta solo all’ultimo secondo disponibile, anzi, poco dopo. Con 16" da giocare e Varese in vantaggio di due punti infatti, è andato in lunetta il veneziano Meini che ha segnato il primo libero e sbagliato il secondo. Lo stesso Meini però arpiona il rimbalzo: il pallone finisce ad Alberti che è costretto a passarla fuori dall’arco dei tre punti. Lì è appostato Carrizo che non sbaglia, ma il suo tiro arriva con il cronometro già azzerato e la sirena azionata per la disperazione del PalaTaliercio tutto esaurito. Varese esulta, i giocatori ringraziano il bel drappello di tifosi arrivati dalla Città Giardino e un po’ tutti si asciugano i sudori freddi che a 3′ dal termine parevano scongiurati.
Già: la Cimberio infatti aveva costruito una partita per certi versi perfetta, considerando che la trasferta, i problemi di Nikagbatse (in campo 14′ stringendo i denti) e l’assenza di Boscagin. Al 37′ abbondante però il canestro di Galanda fa segnare il 62-70 per i biancorossi, punteggio promettente. Nel giro di un minuto però lo scenario cambia di colpo: tripla di Carrizo, fallo antisportivo a Cotani e successivi 4 punti amaranto. Parziale di 7-0 e tutto da rifare, con lo stesso Cotani a segno con un solo libero su due poco dopo. Poi l’infuocato finale preceduto da errori qua e là a rendere brutto un parziale che non ha rispecchiato i primi tre quarti, decisamente più ricchi di canestri e di gioco.
La Cimberio, come avvenuto a Scafati sette giorni fa, ha accettato i ritmi alti e una sorta di gara di tiro, basti pensare che all’intervallo la percentuale dall’arco diceva 46% per l’Umana e addirittura 67% per Varese. A trascinare i biancorossi i due americani, Dickens e Childress, con quest’ultimo protagonista nei minuti iniziali. Bene anche Gergati con la Cimberio capace di piazzare un minibreak sul finire del secondo quarto (35-43). Nella terza frazione gli ospiti restano avanti con una certa autorità (triple di Childress, Cotani e Genovese, canestro di Martinoni) tanto che al 30′ il punteggio è di 58-64. Da lì in poi la sagra degli errori: Pillastrini deve ringraziare san Galanda che tra tanti palloni al vento segna quattro punti, raccoglie alcuni rimbalzi chiave prima della spasmodica volata.
Bicchiere comunque mezzo pieno e anche qualcosa di più per Varese. Vincere a Venezia con i problemi già ricordati, contro una neopromossa ambiziosa e sostenuta da un palasport gremito è una prova di maturità confortante. Ora ci saranno alcuni giorni in cui provare a recuperare Nikagbatse, zoppicante e comunque da applaudire per aver voluto giocare. Contro Jesi, squadra completa in tutti i reparti, bisognerà dar fondo a tutte le forze a disposizione ma questo Pillastrini lo sa bene.
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