“Trovati un lavoro, scrittore del c…”

Chi da grande volesse fare lo scrittore, dovrebbe leggere “Tutta colpa di Tondelli”(Kaos Edizioni) di Nicola Pezzoli

«Trovati un lavoro, scrittore del cazzo». Chi da grande volesse fare lo scrittore senza correre il rischio di sentirsi ripetere questa frase, dovrebbe leggere “Tutta colpa di Tondelli” (Kaos Edizioni) di Nicola Pezzoli.

Che il mondo sia pieno di scrittori narcisisti e di case editrici a pagamento, sul modello delle edizioni del Taglione di malausseniana (il personaggio di Daniel Pennac) memoria, lo si sapeva già. La storia che racconta Pezzoli va però ben al di là della solita rappresentazione di quel mondo di frustrati che sono gli aspiranti scrittori. Lui entra nel cuore del sistema, ne diventa prima vittima e poi vendicatore tutt’altro che mascherato. Svela il gioco dell’editoria che conta, dove si muovono grandi critici, consulenti e soprattutto affermati giornalisti che consacrano bufale travestite da grandi autori e tracciano su prestigiosi quotidiani nazionali le nuove tendenze letterarie affidandosi a pseudointellettuali isterici, autoreferenziali e con i «denti marci».

Pezzoli, rispetto ai suoi colleghi aspiranti scrittori, ha una maledizione in più: assomiglia in modo impressionante a Pier Vittorio Tondelli, quello di “Altri libertini” e “Rimini”, autore culto degli Anni ’80, morto di Aids ad appena 36 anni. Finisce così nella pattuglia di Transeuropa, casa editrice votata al culto tondelliano che annovera tra i suoi frequentatori abituali autori come Brizzi, Ballestra, Demarchi e il “Gruppo 69”.

Per oltre dieci anni Pezzoli farà la vita da pendolare della cultura: su e giù, dalla stazione di Gemonio, paesino in provincia di Varese, alla mansarda nell’albergo “Trans” di Ancona, città dove ha sede l’editore. I viaggi della speranza saranno tantissimi. Niente soldi e situazioni imbarazzanti al limite della sopportazione. Nonostante l’impegno, la dedizione, la capacità di scrittura e soprattutto le promesse dell’editore, soprannominato "l’Ayatollah” della Transeuropa, Pezzoli non vedrà mai pubblicato un suo romanzo. Spezzoni di suoi racconti finiranno in quelli di altri trans-scrittori, e non per sua volontà. Alcune sue battute micidiali troveranno ospitalità nelle “Formiche” di Gino e Michele (quelli della Smemoranda), naturalmente con uno pseudonimo.
Pezzoli non risparmia parolacce, che sono propedeutiche al racconto, e neanche commoventi citazioni, ispirate dal poeta Rainer Maria Rilke. «A volte l’estate arriva solo per portarsi via tua madre». Il suo primo romanzo, semmai lo pubblicherà, lo dedicherà sicuramente a lei.
Il libro contiene una corposa appendice con la riproduzione di tutte le lettere (sono 40) di rifiuto dei vari editori a cui l’autore mandava i suoi romanzi.
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Venerdì 14 novembre, alle ore 18,  l’autore sarà alla Libreria Feltrinelli di Varese per presentare “Tutta colpa di Tondelli”. Interverrà Paolo Franchini. Sarà l’occasione per verificare la maledetta somiglianza.

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Pubblicato il 12 Novembre 2008
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