Al via il nono Social Forum

Nella pacata città portuaria alla foce del Rio delle Amazzoni giungeranno in questi giorni circa 120 mila persone da 150 Paesi del mondo

Comincia oggi 27 gennaio nella città amazzonica di Belem do Parà World Social Forum. Giunto al suo nono anno,  con il suo “Un altro mondo è possibile" si è consolidato come l’anti Davos, l’anti WTO. Nella pacata città portuaria alla foce del Rio delle Amazzoni giungeranno in questi giorni circa 120 mila persone da 150 Paesi del mondo, che parteciperanno alle oltre tremila attività tra seminari, workshop, assemblee e manifestazioni in programma dal 27 gennaio al primo febbraio, ad un ritmo di oltre cento eventi al giorno.

Il Social Forum torna quindi quest’anno in Brasile, dove è nato a Porto Alegre nel 2001 e dove è rimasto fino al 2003, per trasferirsi nella città indiana di Mumbai nel 2004. Nel 2005 la sede è di nuovo Porto Alegre, nel 2006 l’evento si scinde in tre tra Venezuela, Pakistan e Mali, poi si riunifica di nuovo nel 2007, questa volta a Nairobi. L’anno scorso il WSF è stato sostituito dalla ‘Giornata di azione globalè, che si è svolta il 26 gennaio con proteste e incontri in cento Paesi.

Il Forum apre oggi, 27 gennaio 2009, con una manifestazione fiume che percorrerà la città di un milione e mezzo di abitanti, alla quale dovrebbero partecipare, secondo le stime degli organizzatori, almeno 80 mila persone. Sono previste misure di sicurezza imponenti: tra polizia locale e agenti federali inviati dal governo di Brasilia, saranno almeno settemila i membri delle forze dell’ordine che vigileranno sull’evento, e a Belem giungeranno cinque capi di Stato: Luiz Inacio Lula da Silva per il Brasile, Evo Morales per la Bolivia, Hugo Chavez per il Venezuela, Rafael Correa per l’Ecuador e Fernando Lugo per il Paraguay (Michelle Bachelet per il Cile ha dato forfait).

Alla 9° edizione del Forum partecipano più di 100mila persone, da 150 paesi di tutto il mondo. Fitto il calendario degli appuntamenti: fino al 1 febbraio incontri, seminari, workshop, dibattiti, tavole rotonde sui diritti umani, la tutela dell’ambiente e delle minoranze, l’economia alternativa, ma anche eventi culturali e sportivi, cerimonie religiose. Organizzati dai delegati di realtà della società civile, di oltre 4000 movimenti, dai rappresentanti delle popolazioni indigene, dai sindacati, ma anche da religiosi, amministratori di enti locali, artisti, giornalisti.

Non è un caso che il WSF 2009 si svolga a Belem, (presso le sedi di due università, la Federal do Pará -UFPA- la e Federal Rural da Amazônia.-UFRA): quest’anno il Forum ha deciso di affrontare le sfide della crisi globale adottando la prospettiva dei movimenti indigeni, e la città di Belem si trova proprio nel cuore della foresta amazzonica, il più grande bacino verde del mondo che dal Brasile arriva in altri 8 paesi (Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela )

Per questo la seconda giornata del Forum sarà dedicata ai movimenti di resistenza indigena, con la partecipazione prevista di oltre 3mila indios da tutto il mondo, che presenteranno le loro difficoltà e lanceranno, in linea con la loro cultura e tradizione, proposte per la salvaguardia del pianeta. Ma tra i i temi sul tavolo ci sono anche le possibili risposte globali alla crisi finanziaria globale, iniziative di solidarietà con Gaza, una marcia nelle favelas.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2009
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