Grazie di cuore!
Lettera aperta di Delia Cajelli dedicata a tutti coloro i quali hanno reso possibile l’articolato calendario di iniziative, tenutesi presso il teatro Sociale di Busto Arsizio nelle giornate di lunedì 26 e martedì 27 gennaio
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Delia Cajelli, direttrice artistica del teatro Sociale di Busto Arsizio in occasione degli spettacoli dedicati alla Giornata della Memoria
Desidero ringraziare sentitamente tutti coloro i quali hanno reso possibile l’articolato calendario di iniziative, tenutesi presso il teatro Sociale di Busto Arsizio nelle giornate di lunedì 26 e martedì 27 gennaio, in occasione della “Giornata della memoria 2009”.
Vorrei partire dai bambini della scuola “Edmondo De Amicis”, i quali, in un tempo assai ristretto, sono stati capaci di costruire, insieme a me e agli attori, uno spettacolo teatrale specifico sul tema dell’essere bambini negli anni della Shoah: “C’era una volta il cattivo Adolf (Hitler)…”.
Il recital, tenutosi nella mattinata di lunedì 26 gennaio, non era inizialmente previsto: la nostra sala aveva in programmazione la proiezione del film “Il bambino con il pigiama a righe” di Mark Herman, del quale non è stato, purtroppo, possibile avere la copia.
Uno spettacolo teatrale sull’Olocausto dei più piccoli è una rarità. Preparare il testo e portarlo in scena è stata un’esperienza bellissima e toccante. Per questo, voglio ringraziare anche i bambini-spettatori, circa trecentocinquanta, i quali hanno seguito la rappresentazione con molta attenzione ed intensa partecipazione.
Poiché nulla nasce dal nulla, occorre precisare, per chi non lo sapesse ancora, che l’associazione culturale “Educarte” e il teatro Sociale di Busto Arsizio si occupano di teatro per l’infanzia da parecchi anni. Io stessa ho incominciato, nel lontano 1970, inventando, insieme ad altri pionieri, il teatro dei bambini e per i bambini, assolutamente esistente in Italia.
Da un po’ di tempo, esiste presso la nostra sala anche una scuola di teatro per i più piccoli, gestita da seri e competenti professionisti del settore. Una scuola che ha ottenuto anche importanti riconoscimenti extra-cittadini. Cito, tra tutti, la partecipazione alla tappa italiana del euro-tour "Happy Smurfday! Buon puffleanno!", promosso dalla belga Imps (International merchandising, promotion & services s.a.) e dal settimanale italiano Il giornalino, con la prestigiosa partnership di Unicef.
Desidero ringraziare anche i genitori e gli insegnanti dei bambini coinvolti nello spettacolo “C’era una volta il cattivo Adolf (Hitler)..”, per la loro pazienza e preziosa collaborazione.
Un altro “successo” della “nostra” Giornata della memoria è stata la replica dello spettacolo “Se questo è un uomo”, tratto dall’omonimo romanzo di Primo Levi. Alla rappresentazione hanno partecipato, con grande interesse e commossa partecipazione, più di trecento alunni delle scuole medie inferiori e superiori della città. Ciò mi ha fatto piacere perché a questo recital, in scena ormai da tredici anni, sono particolarmente legata: “Se questo è un uomo” è , per me, il più poetico tra i documenti sulla Shoah.
Il programma di eventi organizzato presso il teatro Sociale si è chiuso con un terzo ed ultimo evento: lo spettacolo “Come una rana d’inverno. (L’Olocausto è donna)”, rappresentato presso il ridotto “Luigi Pirandello”, con l’apporto di tutte le componenti artistiche che operano presso il teatro (i bambini-attori della scuola primaria “De Amicis”, le allieve della scuola di recitazione “Il metodo” e gli “Attori del teatro Sociale”) e con una numerosa partecipazione di pubblico.
Tre spettacoli diversi, dunque, con un unico elemento comune: l’Olocausto. Credo nessun altro teatro abbia avuto la possibilità di presentare spettacoli, proposti a differenti fasce generazionali su un medesimo argomento. Di questo sono molto orgogliosa.
Ma non si fa un lavoro così importante da soli. Per ultimo, voglio rivolgere il mio ringraziamento a tutte le persone che lavorano, quotidianamente, presso il Sociale di Busto Arsizio. Mai come nelle due settimane che ho trascorso, tutta concentrata nella preparazione degli eventi sopraindicati, ho avuto la netta percezione della vitalità artistica e propositiva di questo teatro.
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