Il giuramento attraverso i giornali di tutto il mondo

Dedicate a Obama le prime pagine di tutti i quotidiani internazionali

Inutile dire che sull’apertura delle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo campeggiano le foto, o meglio le gigantografie, del 44° neo presidente degli Stati Uniti.
I nuovi strumenti multimediali che ieri ci hanno aiutato a seguire la diretta del giuramento a Washington, cedono ora lo spazio anche sul web al profluvio di editoriali e alle mediate analisi dell’evento. Dall’Italia il coro di approvazione per le parole usate durante la cerimonia di inaugurazione, è praticamente unanime.
Ogni testata ha scatenato le sue firme migliori, segnaliamo su Repubblica gli editoriali di Alexander Stille e Vittorio Zucconi; sul Corriere quelli di Massimo Gaggi; su La Stampa le riflessioni di Barbara Spinelli.
Fuori dal coro l’editoriale del direttore de Il Giornale Mario Giordano che in controtendenza si chiede "caro Barack, Tutto qui?".
Fanno riflettere anche le parole di Stefano Folli sul Sole 24 ore, che si sofferma sullo stupore della politica nostrana di fronte alla prova di unità e di senso delle istituzioni del popolo americano. La frase che sembra invece rimbalzare da un quotidiano all’altro, dall’Italia alla Francia alla Spagna, a simboleggiare il senso del discorso e della linea politica del presidente Obama sembra essere il passaggio in cui allude alla scelta della “speranza invece che la paura”, o comunque tutti gli accenni fatti dal presidente che vanno in questa direzione, come la scelta di sospendere alcune procedure carcerarie di Guantanamo.
Apertura più idealista per il francese Liberation, che riporta la frase del presidente che da importanza alla forza delle idee e alla cooperazione internazionale e la riporta orgoglioso “es anciennes générations ont fait face au fascisme et au communisme non seulement avec des missiles et des tanks, mais avec des alliances solides et des convictions durables.” Leggermente più pragmatici lo sono gli editorialisti dei quotidiani statunitensi, per i quali il nuovo presidente ha un forte significato simbolico, e non mancano di sottolinearlo, ma bene inquadrato nella drammatica situazione economica in cui versa l’America, bisognosa di decisioni tenaci. Così il Washington Post, che apre la sua edizione on-line con il titolo emblematico “Promessa di speranza e lavoro duro”, il Wall Street Journalun giorno storico, il presidente chiede unità per combattere la tempesta finanziaria”. Più duro il New York Times, che sottolinea deciso “finita l’era Bush, tempo di nuovi valori”.

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Pubblicato il 21 Gennaio 2009
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