Cimberio, ko anche Childress; contro Scafati è emergenza
Duro impegno al PalaWhirlpool (domenica, 18,15) per i biancorossi: anche il play potrebbe stare a riposo per un guaio muscolare. Federazione: Dino Meneghin è il nuovo presidente
«Tutti i vivi all’assalto» è il grido che gli alpini usarono per farsi coraggio durante la battaglia di Nikolajewka, quella che liberò la colonna italiana dalla morsa dell’Armata Rossa durante la ritirata di Russia nella seconda guerra mondiale. Un grido – divenuto anche un bel libro di Alfio Caruso – che forse il generale Pillastrini sarà costretto a rispolverare domenica (PalaWhirlpool, 18,15 contro Scafati) nello spogliatoio della Cimberio, vista la situazione della squadra biancorossa rimasta a corto di uomini abili e arruolabili.
Non bastavano Nikagbatse alle prese (si spera ancora per poco) con la fascite plantare, Dickens in panchina per onor di firma a causa della mano dolorante e Boscagin pronto a fare il suo esordio con la maglia di Reggio Emilia: ora si è fermato pure Randy Childress (foto). L’americano, pur autore di una prova insufficiente giovedì a Rimini, è pedina fondamentale della Cimberio ma proprio nei minuti finali del match contro la Coopsette è stato costretto a sedersi a causa di un problema muscolare. L’idea è quella di aspettare fino all’ultimo momento ed eventualmente portare il play in panchina. L’alternativa è mettere a referto il ’91 Marco Chiesa che già si allena con la prima squadra. Postilla da teatro dell’assurdo (ma il basket italiano ormai ci ha abituato): Varese dispone di diversi ’92 validi (Lenotti, Bianchi, Terzaghi) ma il regolamento non permette loro di andare a referto per via dei famosi "quattro anni di formazione giovanie" necessari per schierare un giocatore come italiano. Neppure se si è nati a Varese o a Omegna da genitori italiani.
Dall’altra parte poi non bisogna dimenticare che c’è l’Harem, unica squadra a superare Varese nell’ottimo inizio di stagione grazie a una serie di canestri da fuori nel momento migliore della difesa biancorossa. La formazione di Gramenzi è con 20 punti nella pancia di una classifica cortissima, in cui una vittoria in più o in meno fa tutta la differenza del mondo, ed è capace di successi da cornice a scivoloni da censura. I due stranieri Lenzly e Davis garantiscono pericolosità in attacco, il roccioso oriundo Salvi e l’ex napoletano Davison il presidio dell’area colorata. Intorno diversi italiani di categoria, con il lungo tiratore Eliantonio che all’andata si esaltò dall’arco. I campani arrivano da un successo al supplementare contro Sassari.
LA PILLOLA DI STORIA – Visto che i precedenti tra Varese e Scafati sono limitati alle ultimissime stagioni, dedichiamo questo spazio all’uomo che più di ogni altro è sinonimo di storia, Dino Meneghin. Il mito del basket nazionale è da oggi nuovo presidente della Federazione dopo esserne stato il commissario: era candidato unico ed è stato eletto praticamente per acclamazione. Basterà per risollevare il movimento? Temiamo di no, ma non certo per colpa sua. Intanto i complimenti e gli incoraggiamenti sono doverosi: se li merita tutti.
Cimberio Varese – Harem Scafati
Varese: 4 Passera, 8 Antonelli, 10 Galanda, 11 Genovese, 13 Gergati, 14 Martinoni, 16 Chiesa (22 Childress), 20 Lauwers, 55 Dickens. All. Pillastrini.
Scafati: 4 Cantone, 5 Lenzly, 6 Salvi, 7 Busca, 8 Davison, 9 Guadagnola, 10 Santarossa, 13 Ndoja, 15 Davis, 18 Eliantonio. All. Gramenzi.
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