Protezione Civile all’opera con Patrizio nel cuore
I volontari del gruppo fagnanese piangono la morte assurda di Patrizio Castiglioni ma non si tirano indietro di fronte all'emergenza di Origgio. Il sindaco: «Basta guardarli all'opera per capire chi abbiamo perso»
Il maltempo non dà tregua alla Protezione Civile di Fagnano Olona, nemmeno il tempo di elaborare l’incredibile lutto che li ha colpiti che già sono al lavoro per dare una mano ai colleghi di Gerenzano, allo svincolo autostradale di Origgio. Patrizio Castiglioni, brutalmente ucciso con una coltellata da un giovane balordo di 21 anni, sarebbe stato della partita perchè era uno di loro. Da dieci anni, infatti, era volontario del gruppo fagnanese della Prociv, uno dei gruppi storici della provincia di Varese e anche uno dei più organizzati e attrezzati. Patrizio aveva contribuito a fondarlo, a farlo crescere e a renderlo efficiente e funzionale come oggi è. Il coordinatore Roberto Viganò lo sa bene e a lui è dedicata la grande fatica di questo sabato di pioggia, a meno di 24 ore dalla perdita di un caro collega ma prima di tutto amico.
Il sindaco Santino Rossi, ancora sconvolto per quanto accaduto, lo ricorda come un fagnanese sempre all’opera e sempre pronto ad aiutare la comunità: «Lo ricordo come una persona impegnata per il suo paese – racconta il sindaco – un fagnanese come vorremmo fossero tutti i fagnanesi. Il suo assassinio ci ha sconvolti tutti». Santino Rossi sottolinea ancor di più lo spirito del suo concittadino parlando del gruppo della Protezione Civile di cui faceva parte: «Per farvi capire che tipo di uomo era Patrizio Castiglioni basta vedere i suoi colleghi al lavoro oggi ad Origgio – sottolinea ancora Rossi – nonostante il lutto hanno immediatamente reagito. Stanno lavorando con Patrizio nel cuore».
Riguardo alle case di via Pasolini e al contesto in cui è maturato l’omicidio Rossi difende gli abitanti della zona e sottolinea la non prevedibilità dell’evento: «Sicuramente le case di via Pasolini non sono un esempio di architettura moderna – dice ancora Rossi – sono case popolari che hanno 30 anni di vita. Oggi non hanno più senso, sono daccordo, ma servono a famiglie realmente bisognose che, le dirò, sono tutte formate da brave persone tranne una. Stiamo parlando di balordi, di persone che hanno precedenti penali che a fagnano sono mosche bianche. Conosco gli altri, sono persone perbene».
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