Sul pacchetto sicurezza dibattito a singhiozzo: troppi gli assenti in aula

In discussione in queste ore a Palazzo Madama il disegno di legge del Governo. Fa discutere l'emendamento leghista che obbligherebbe i medici a denunciare i clandestini che si fanno curare in ospedale

Fa discutere la proposta di modifica al pacchetto sicurezza governativo in discussione in queste ore al Senato recante, tra le altre, la firma del senatore varesino Fabio Rizzi.

Oggetto del contenuto degli emendamenti presentati dal drappello di senatori leghisti guidati da Rizzi (prot. 39.305 e 39.306) sono alcune modifiche al testo unico sull’immigrazione riguardanti l’attribuzione delle spese a salvaguardia della salute individuale e collettiva dei clandestini, e soprattutto la proposta di soppressione del comma 5 dell’articolo 35 dello stesso testo unico che così recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano.” Ciò comporterebbe l’obbligo ai medici che curano cittadini stranieri non in regola a denunciare la loro presenza sul suolo italiano alle autorità.

Il rischio della soppressione del comma 5 è che verrebbe messo in pericolo l’accesso alle cure mediche degli immigrati irregolari. Lo stesso ordine dei medici di Varese contrasta il provvedimento con la frase “Siamo medici, non spie”, contestando il fatto che attribuire ai medici il compito di denunciare gli stranieri che vanno a curarsi in ospedale non rientra nella loro deontologia professionale.

La discussione del pacchetto sicurezza in senato procede per ora a singhiozzo, le troppe assenze dei senatori in aula hanno fatto mancare per ben due volte il numero legale, causando la sospensione dei lavori alle ore 9.30 e 10.45.

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Pubblicato il 04 Febbraio 2009
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