Il pm chiede 18 anni per i “guardiani” del rapimento Cornacchia

Dura richiesta del pm della dda di Milano. I due uomini tennero segregati il borker a Gravedona

Il mistero del rapimento del broker Riccardo Cornacchia continua a interessare le aule di giustizia. La notizia di oggi è che il pm della direzione distrettuale antimafia di Milano, Rossana Penna, ha chiesto una pena severissima per i due manovali del rapimento, Salvatore Esposito e Aniello Di Salvatore, ovvero 18 anni di reclusione a testa. Si tratta di una richiesta davvero dura, considerato che il processo a Milano si sta svolgendo con il rito abbreviato, che dà diritto a uno scontro di un terzo della pena. La richiesta infatti parte da 25 anni di carcere per sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione abusiva di arma da fuoco, a cui si applica lo sconto.
I due uomini che tennero in ostaggio a Gravedona (Como) il broker, non hanno finora detto una parola. Anche questa mattina non hanno parlato, nell’udienza a Milano che è stata sostanzialmente occupata dalla requisitoria del pubblico ministero e così avevano fatto anche a Varese, dove è in corso il processo parallelo, che vede sul banco degli imputati Giorgi e Ciriello. La richiesta è molto alta anche in considerazione delle recidive dei due imputati a Milano, e dà il senso di quanto la vicenda sia stata grave. Anche nell’aula di Milano è riemerso il grande interrogativo e cioè chi sia il vero mandante del rapimento. Nelle udienze finora celebrate al processo di Varese, è stato lo stesso Riccardo Cornacchia e il socio Santamaria hanno parlato di ex soci, uomini d’affari angloindiani e un misterioso mister x con base in Spagna. Ma di certezze, zero. Tutto ruota intorno a un gruzzolo di soldi di una banca off shore,  gestiti in Svizzera dalla società di Cornacchia e bloccati dalle autorità svizzere per attività bancaria non autorizzata. Da lì’ si è sviluppata tutta una serie di equivoci che ha portato qualcuno ad aver bisogno di recuperare dei soldi.  Cornacchia riafferma che non aveva debiti con nessuno e che hanno rapito la persona sbagliata. Il mistero rimane e non è detto che sarà risolto dai processi in corso, che hanno come oggetto capire solamente chi abbia sequestrato il broker. Nell’ultima udienza l’ex socio Alessandro Ciacchini non si è presentato e nemmeno un altro testimone si è fatto vedere.

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Pubblicato il 28 Maggio 2009
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