Amsc, il Pd chiede un richiamo per gli amministratori
I democratici presentano al consiglio comunale un atto di autotutela sulle società ex municipalizzate, per chiedere agli amministratori un cambio di rotta, dopo due bilanci in rosso e milioni di euro di debiti
Un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di Amsc: la chiede il Pd con una mozione in consiglio comunale da discutere nella prima seduta utile. «Un atto di autotutela riguardante le due società principali del gruppo, – spiega il segretario dei democratici Giovanni Pignataro – assolutamente normale per ogni Spa che si ritrovi in situazione simile a quella di Amsc». Vale a dire per una società che ha alle spalle due bilanci in rosso (per più di 6 milioni e mezzo di Euro) e una situazione debitoria significativa.
L’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, prevista dal Codice Civile, è una forma di
tutela degli interesse dei soci di una società di fronte a situazioni di difficoltà. Tradotto nella realtà gallaratese: sindaco e consiglieri comunali, che rappresentano i cittadini "proprietari" di Amsc, mandino un segnale agli amministratori della stessa società. Vale a dire al presidente Nino Caianiello e agli altri membri del CdA. «Di fronte ad una situazione come quella attuale delle società (Amsc e Amsc Impianti&Servizi), la Corte dei conti verificherà le ragioni del debito» continua Pignataro. Detto in soldoni: sindaco e consiglieri potrebbero trovarsi nella situazione di spiegare perché non siano intervenuti di fronte alle difficoltà mostrate. «Ma è anche un’assunzione di responsabilità politica, su quel che è stato fatto in passato e su quel che si farà» puntualizza il capogruppo Marco Casillo.
“Difendere il bene pubblico” sembra essere lo slogan dei democratici in questa fase, ad un anno e mezzo dalle prime denunce sullo stato delle ex municipalizzate. Il Pd ha fatto affiggere in città manifesti ancor più espliciti: “Amsc: a noi restano i debiti”. Il 2010 sarà per forza un anno decisivo: perché un bilancio in rosso per il terzo anno consecutivo non sarebbe ammesso dalla legge e si tradurrebbe nel cambio di amministratori e nella ricapitalizzazione della società, il Comune sarebbe costretto a rifinanziare con i propri soldi. Ma nel 2010 potrebbe anche essere l’anno delle novità ai vertici, vista l’intenzione di Nino Caianiello (o forse del sindaco Nicola Mucci) di correre per un posto da consigliere regionale.
Nel frattempo però, denunciano i democratici, tutto prosegue senza novità essenziali.«In via ufficiale – sottolinea Angelo Senaldi – troviamo sempre una sottovalutazione della situazione. A cui si aggiunge la lentezza nell’azione». Il riferimento è soprattutto al piano industriale, presentato due anni fa: «È stato attuato solo per quanto riguarda la nomina del direttore generale. Ma dopo le novità di luglio, non ne abbiamo saputo più nulla». Eppure di scelte concrete ce n’erano, lì dentro: «Ad esempio societario su due nuclei operativi principali. Ma anche le scelte di investimenti sull’energia, la revisione del trasporto pubblico locale. Tutte cose che noi avevamo sostenuto e consigliato» aggiunge Marco Casillo.
Nel frattempo però, denunciano i democratici, tutto prosegue senza novità essenziali.«In via ufficiale – sottolinea Angelo Senaldi – troviamo sempre una sottovalutazione della situazione. A cui si aggiunge la lentezza nell’azione». Il riferimento è soprattutto al piano industriale, presentato due anni fa: «È stato attuato solo per quanto riguarda la nomina del direttore generale. Ma dopo le novità di luglio, non ne abbiamo saputo più nulla». Eppure di scelte concrete ce n’erano, lì dentro: «Ad esempio societario su due nuclei operativi principali. Ma anche le scelte di investimenti sull’energia, la revisione del trasporto pubblico locale. Tutte cose che noi avevamo sostenuto e consigliato» aggiunge Marco Casillo.
Il timore del Pd è che la decisione sia rinviata ulteriormente, a dopo le elezioni regionali. «Il calcolo politico continua a prevalere sulla situazione reale» attacca Pignataro. Ma marzo potrebbe essere troppo tardi.
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