Il movente economico dietro l’omicidio Brambilla

Intanto è confermata la presenza di un video che ritrae i momenti dell’assassinio

Oltre ad Alberto Arrighi, c’è anche il suocero, Emanuele La Rosa, fermato dalla polizia di Como con l’accusa di favoreggiamento per l’omicidio di Giuseppe Brambilla.
Il La Rosa, 68 anni, e’ accusato anche di occultamento di cadavere. Secondo la squadra mobile a provocare l’omicidio dell’imprenditore comasco, sarebbe stato il movente economico.
La vittima stava infatti trattando l’acquisto dell’armeria di Alberto Arrighi, l’uomo arrestato ieri con l’accusa di omicidio.
E oltre alle ammissioni di Arrighi, il delitto nell’armeria di Como è stato interamente filmato dalle telecamere all’esterno e all’interno del negozio. Nei filmati video sarebbero distinguibili in maniera nitida sia la discussione, tra l’Arrighi e il Brambilla, sia il tragico epilogo che ha visto l’uccisione di quest’ultimo.
Dopo l’omicidio e la decapitazione di Brambilla, Arrighi, secondo la ricostruzione della polizia e con l’aiuto anche del suocero, avrebbe cercato di liberarsi del cadavere, con la decapitazione, e il tentativo di bruciare la testa mozzata nel forno della pizzeria, seguito dal trasporto del corpo in provincia di Domodossola per liberarsene.

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Pubblicato il 03 Febbraio 2010
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