L’Italia nelle mani di Marchetti contro la Nuova Zelanda

Domenica alle 16 secondo impegno degli azzurri che affrontano una squadra poco conosciuta e coriacea. Lippi verso il ritorno al 4-4-2, in porta ci si affida al portiere del Cagliari

In un Mondiale che ha già riservato più di uno sgambetto agli squadroni europei, l’Italia torna in campo per quello che sulla carta dovrebbe essere l’impegno più facile del girone di qualificazione. Domenica alle 16, sul campo di Nelspruit, gli azzurri di Lippi affronteranno la Nuova Zelanda che però nel match di apertura ha bloccato sull’1-1 in rimonta la Slovacchia con una rete di Reid negli ultimi scampoli di gioco: un fatto che deve contribuire a mantere alta l’attenzione della Nazionale soprattutto dopo i tonfi di Francia, Spagna e Germania e le fatiche dell’Inghilterra di Capello.
Lippi, dopo l’esordio così-così con il Paraguay (1-1, gol italiano di De Rossi), sembra aver deciso di cambiare modulo, tornando al più classico 4-4-2, anche se tiene ancora banco il ballottaggio in attacco per un posto da titolare. Con Gilardino sicuro del posto, a contendersi una maglia ci sono il più rapido Di Natale e Iaquinta, che assicura maggiore fisicità.
La grande novità azzurra sarà però tra i pali, dove Marchetti (foto) prenderà il posto dell’infortunato Buffon come è accaduto nell’intervallo della prima partita. Il portierone della Juve rimarrà comunque in ritiro e spera di recuperare dall’infiammazione all’ernia e poter partecipare all’eventuale finale: l’operazione è infatti rimandata al termine del torneo.
Davanti a Marchetti la difesa sembra confermata, con Chiellini e Cannavaro centrali e Criscito-Zambrotta sulle fasce; la linea mediana (ancora orfana di Pirlo) prevede invece Pepe a sinistra, Montolivo e De Rossi in mezzo e Marchisio sulla destra, anche se di fatto il commissario tecnico ha provato anche altre soluzioni e non si escludono sorprese dell’ultima ora.
La Nuova Zelanda fa leva soprattutto sul collettivo, per sopperire all’assenza di stelle; alcuni uomini giocano in campionati esteri e nella gara d’esordio si è fatta notare soprattutto per la prestanza fisica sui calci da fermo. Lo scorso anno le due squadre si sono incontrate in Confederation Cup e l’Italia vinse con un non facile 4-3 siglato da Gilardino e Iaquinta.

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Pubblicato il 19 Giugno 2010
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