Comuni ricicloni, la Lombardia ancora sul podio

Presentato da Legambiente il rapporto 2010 sul riciclaggio. Sale a 446 il numero dei comuni lombardi virtuosi: solo Milano è ferma al palo, battuta 2 a 1 da Salerno

Buone notizie per la Lombardia e i suoi “comuni ricicloni”. Nell’annuale classifica nazionale dei di Legambiente presentata oggi a Roma è emerso che dei 1488 comuni ricicloni italiani, uno su tre è nella nostra Regione. Anche se la regione passa dal secondo al terzo posto nella classifica rispetto all’anno scorso, ben 446 comuni lombardi superano l’impegnativa asticella imposta da Legambiente sui dati della raccolta differenziata per entrare nel prestigioso novero dei “Ricicloni 2010”. Si tratta di centinaia di piccoli e medi comuni che superano la soglia del 55% di rifiuti differenziati, ma vi sono anche popolosi capoluoghi di provincia come Monza, Lecco, Bergamo e Sondrio, tutti con percentuali comprese tra il 50 e il 55%. Certo nelle grandi città la raccolta differenziata richiede uno sforzo in più rispetto ai piccoli borghi, ma questi dati dicono che è uno sforzo assolutamente alla portata di amministratori virtuosi, nonostante le lombarde non reggano il confronto con le “prime della classe”: città come Novara, Pordenone e Verbania, tutte al di sopra del 70%, o come Salerno al sud, che ormai viaggia a gonfie vele e supera il 60%. Un valore grazie al quale Salerno, partita in ritardo nella corsa al riciclo, ha ormai doppiato Milano, da anni ferma ad un valore poco superiore ad un mediocre 32%.
«Nonostante la zavorra di Milano e di altre sacche di comuni e province arretrate, come quella di Pavia – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia –, il rapporto nazionale parla di una Lombardia che ha capito che la raccolta differenziata conviene sotto ogni profilo: fa bene al portafoglio, produce posti di lavoro, riduce inquinamento ed emissioni di CO2. Un successo consolidato e indiscutibile, che rende del tutto incomprensibile l’ansia di costruire nuovi inceneritori, costosi e inquinanti, da parte dei profeti di sventura di A2A». Soddisfatto anche l’assessore al Territorio e Urbanistica, Daniele Belotti. «Più di altri i cittadini lombardi hanno capito l’importanza culturale della tutela e del rispetto del territorio cioè della comunità in cui si vive».
Certo da alcuni anni, non siamo più i ricicloni di una volta. Nonostante il gran numero di comuni in graduatoria, le prime posizioni sono tutte saldamente in mano ad altre regioni, in particolare del Nord-Est. Il Veneto consolida infatti la sua posizione di eccellenza, con 390 comuni ricicloni (pari al 67% del totale dei comuni), e il Friuli brucia le tappe, vedendo aumentare fortemente il numero di comuni con ottimi piazzamenti. Ma se nessun comune lombardo è in grado di competere con i primi classificati, a tenere ancora alto il nome della Lombardia ci pensano comunque i comuni di medie dimensioni che riescono a superare in molti casi anche il 70% di raccolta differenziata. È il caso di Alzano Lombardo (Bergamo) e Cassano Magnago (Varese) che nella classifica dei comuni con più di 10mila abitanti ottengono rispettivamente il 35esimo e il 37esimo posto. O di Torre Boldone (Bergamo), con i suoi 8300 abitanti, piazzato al 30esimo posto della classifica di buona gestione, che però vanta un notevole 84% di raccolta differenziata.
«Il confronto con le altre regioni resta un formidabile stimolo a fare meglio, che speriamo venga raccolto da amministratori e aziende impegnate nella gestione del ciclo dei rifiuti – conclude Di Simine – I cittadini fanno la loro parte, quando gli amministratori credono e si impegnano in un progetto: questa è senz’altro una ottima notizia, di cui i lombardi dovrebbero andare giustamente orgogliosi».

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Pubblicato il 07 Luglio 2010
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