Che ne sarà dei precari Livingston?
Solo in questi giorni si è arrivati a quantificare il numero esatto dei lavoratori atipici, compresi apprendisti e borsisti: sono 107. In totale i posti a rischio salgono a oltre seicento
Sono oltre seicento i dipendenti Livingston che rischiano il posto di lavoro. Un numero più alto di quello inizialmente preventivato, dopo che è stata ricostruita con precisione la situazione dei precari. Il personale con contratti atipici ammonta a ben 107 unità, tra personale di terra, di volo, apprendisti, determinati e borsisti. Questi ultimi sono forse i più sfortunati, esclusi da qualunque forma di ammortizzatore sociale, una volta scaduti i contratti.
A livello nazionale – dopo la nomina del commissario governativo Daniele Discepolo e dopo la fine dei disagi per i passeggeri “riprotetti” da altre compagnie – la vicenda rimane in secondo piano, anche rispetto ad altre vertenze che coinvolgono un numero minore di persone. Rimane alta, però,
l’attenzione della politica locale, sollecitata dai continui appelli dei dipendenti e dei precari Livingston. Sabato scorso hanno avuto una piccola “vetrina” all’incontro varesino con Nichi Vendola, personaggio politico del momento: Livingston come esempio della crisi in provincia, ma anche come caso paradigmatico delle “riorganizzazioni” fatte pagare ai lavoratori.
l’attenzione della politica locale, sollecitata dai continui appelli dei dipendenti e dei precari Livingston. Sabato scorso hanno avuto una piccola “vetrina” all’incontro varesino con Nichi Vendola, personaggio politico del momento: Livingston come esempio della crisi in provincia, ma anche come caso paradigmatico delle “riorganizzazioni” fatte pagare ai lavoratori. Ma al di là dell’incontro molto mediatico con Vendola, negli ultimi giorni si sono ripetuti gli incontri con Marco Reguzzoni, capogruppo alla camera della Lega Nord, e con Daniele Marantelli del Pd, che stanno seguendo passo passo la vicenda. «Dando prova di vero spirito bipartisan» fanno notare speranzosi i dipendenti. Che si domandano ancora oggi, perplessi, «come Massimo Ferrero sia in grado di sponsorizzare eventi, investire in maniera massiccia in vari settori, stando a quello che riportano i giornali spendere e spandere», quando a loro devono ancora essere riconosciute retribuzioni dal mese di luglio.
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