Gioventù allo sbando

Una lettera di un genitore sulla festa delle scuole ha scatenato diverse reazioni con posizioni anche contrapposte. Alcune sono molto dure con giudizi eccessivi, altre riflettono su come educare oggi

Tutto è partito da una lettera di un padre sulla festa delle scuole in discoteca. "Una serata, – secondo lui, che si è trasformata in un caos generale". L’intervento del genitore ha scatenato tanti commenti dei lettorie diversi si chiedono di chi sia la colpa. Dei giovani “delinquentelli” come li definisce Marco dei genitori che “non hanno più polso”, o della “scuola che non educa più”, come afferma Tommy74?
La parola colpa è la parola meno adatta, ma riecheggia in un dibattito che resta e resterà aperto. Sempre Marco sostiene che assistiamo a «una gioventù allo sbando, ma la colpa è soprattutto dei genitori! Ma scusate, a 13-15 anni li mandate in discoteca a fare le ore piccole? Ma per piacere! Ci vorrebbe un’educazione severa come i vecchi tempi! O si riga dritto o …! E’ pazzesco quello che sta uscendo fuori da ‘sti giovani in questi anni! Sono quasi tutti delinquentelli! Senza regole e senza controllo… genitori, siate più presenti e più rigidi!»
Gabriele ha un’idea molto diversa. «Non è certo tenendo i figli chiusi in casa che li si aiuta a crescere, anzi, si troveranno spaesati, una volta usciti di casa, dal mondo che li circonda, perché mi dispiace dirlo, ma è un mondo di mer**, ed è giusto che lo sappiano e che tocchino con mano la cosa. Tenendoli in una campana di vetro non si fa altro che far loro del male, se un ragazzo ha giudizio, sarà lui a non voler andare in certi posti, a distinguere bene dal male, ma la cosa è importante è che ci arrivi da solo».
Flavio pone delle domande sui vissuti di alcuni adulti. «Ma scusate, i genitori che si lamentano adesso cosa facevano quando avevano l’età dei loro figli? Io, 30 anni fa, andavo alle feste in discoteca e mi divertivo. Certo, bisogna aver giudizio, ma quello dipende anche dall’educazione che si riceve».
Un altro Marco si rivolge direttamente agli adulti. «Cari genitori (o meglio: una buona parte di voi), sono un ragazzo di 17 anni presente alla festa e leggere questa lettera mi indigna profondamente. E’ consuetudine consolidata che oramai per giustificare la vostra incapacità educativa additare sempre qualcuno e mai voi stessi o i vostri figli, si sono loro i protagonisti, non voi genitori, coloro che fanno le loro scelte e prendono le loro decisioni. Ma è molto più facile giocare a patata bollente che affrontare le proprie responsabilità».
La discussione investe solo marginalmente la scuola. È vero che tutto parte da lì, ma all’interno delle mura scolastiche, si muovono tanti mondi diversi.
Tommy74 si domanda: «Ma cosa sta accadendo alla scuola? E’ colpa dei ragazzi oppure del corpo docente che , secondo molti, non controlla, non insegna e l’educazione civica non viene inculcata nei ragazzi. – e chiude il suo commento – se avete la possibilità mandate i vostri figli nelle scuole private». Gli risponde Maria Cavuoti. «A conferma che non hai capito niente, i docenti devono insegnare i programmi scolastici, l’educazione la devono insegnare i genitori con l’ESEMPIO. Scaricati pure la coscienza! Poveri docenti, ma come fate a sopportare queste assurdità? Non considerate ‘sti genitori, mi vergogno per loro. Purtroppo i figli sono il nostro specchio. Tommy svegliati e assumiti la tua responsabilità!»  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 novembre 2010
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