Il nuovo Welfare? Si fa con il vecchio “Mutuo Soccorso”

All'Istituto De Filippi si è svolto un incontro che propone soluzioni antiche per problemi nuovi: perchè dove non arriva lo Stato o l'Economia, ci pensa l'aiuto reciproco

convegno per un nuovo welfareDove lo Stato manca e la situazione economica non aiuta, tornano alla ribalta valori collettivi che sembravano sfumati nel tempo: l’unione, l’aiuto reciproco, la mutualità.

Questi sono i principali componenti del nuovo Welfare, e questo era l’argomento che ha sostenuto l’incontro di questa mattina, 11 novembre, all’Istituto de Filippi: con il coinvolgimento di Christian Campiotti (assessore alle Politiche Sociali del Comune di Varese), Rossella Locatelli (Professore Ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università dell’Insubria di Varese), Gregorio Navarro (assessore Servizi Sociali del Comune di Varese), Placido Putzolu (Presidente Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria – FIMIV) e Alessandro Molina (rappresentante Gruppo Lombardo FIMIV).

convegno per un nuovo welfareUn argomento che torna sempre più in auge soprattutto nel settore socio sanitario, spinto anche dalla crisi economica. «La crisi ha coinvolto in prima persona e richiamato il terzo settore – spiega Rossella Locatelli, docente all’università dell’Insubria e direttore di Creares, il centro di ricerca dell’università varesina su etica e responsabilità sociale delle imprese – perchè è solo lì che si trovano risposte a bisogni che il mercato non riesce più a soddisfare».

In questo nuovo assetto del welfare gioca un ruolo importante il mutualismo: che ha una storia di più di cent’anni, ma che può essere declinato con parole nuove. «Può diventare un elemento integrativo al Sistema Sanitario Nazionale, capace di inserirsi in quegli spazi vuoti nei quali si premiano le idee di sviluppo sociale e culturale e non gli atteggiamenti opportunistici e che rappresenta una forma di autorganizzazione – spiega Placido Putzolu, Presidente Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria, FIMIV – E ora l’emergenza vera è quella legata alla non autosufficienza».

Una emergenza sempre più diffusa, a causa anche dell’invecchiamento della popolazione, dove è importante soprattutto «Lavorare anche per dare dignità all’essere umano in difficoltà» come ha spiegato Gregorio Navarro, assessore alle Politiche sociali di Varese, nell’illustrare le loro azioni, che coinvolgono oltre la disabilità anche il disagio degli anziani.

Per questo cinque mutue – MOA di Confartigianato Imprese Varese, la Sos Malnate, la S.O.M.S. di Viggiù, Insieme Salute Lombardia e la Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo di Milano – si sono messe insieme, proponendo alla fine un progetto che tocca una delle parti più difficili e necessarie della cura dei malati: l’assistenza nella malattia o dopo un intervento o un infortunio. Il progetto è il primo caso di “Mutualità tra mutue”: un aiuto reciproco, tra soci e realtà di dimensioni diverse, per poter garantire capillarmente un servizio che è ormai il principale problema delle famiglie con disagi e malattie di lungo corso. «Una soluzione importante e da seguire, specialmente dopo le scelte della finanziaria e le decisioni sul piano socio sanitario della regione Lombardia» ha spiegato Alessandro Alfieri, consigliere regionale presente all’incontro con il suo collega Stefano Tosi, e componente della commisione sanità in consiglio regionale.

«"A casa Mia" è un servizio di assistenza domiciliare e ospedaliera del quale possono beneficiare i soci delle Società di Mutuo Soccorso della provincia di Varese, ma alla quale potranno aggregarsi anche le altre società di mutuo soccorso lombarde: si tratta infatti di un progetto pilota per la realtà regionale – spiega Alessandro Molina, rappresentante del Gruppo Lombardo FIMIV e componente del consiglio della Mutua di Viggiù – Il servizio è del tutto nuovo, e sotto alcuni punti di vista rivoluzionario, perché studiato al fine di "completare" il Sistema Sanitario Nazionale con una formula che passa dalla "semplice compagnia" alla sorveglianza generica, dagli interventi socio-sanitari alla sorveglianza con accompagnamento. A uso dei soci delle nostre 5 mutue, ma anche di chi decide di legarsi a questa realtà per dividere con altri la fatica della cura, che prima vedeva l’impegno pratico dei famigliari e ora l’impegno economico, ormai insostenibile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 novembre 2010
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