“Non vogliamo cacciare l’università da Saronno”

Il sindaco Luciano Porro risponde alle diverse accuse arrivate dalle minoranza di centrodestra: “Dovranno pagare l’affitto come gli altri e fare iniziative sul territorio”

Luciano Porro«Non vogliamo cacciare l’Università da Saronno, ma le condizioni vanno necessariamente riviste». Il sindaco Luciano Porro torna sulla questione dell’università, dopo le diverse posizioni espresse dall’ex sindaco Pierluigi Gilli, oggi consigliere di minoranza di Unione Italiana, e dal capogruppo del Pdl, Lorenzo Azzi. «Evidentemente abbiamo toccato punti dolenti che vanno sistemati – prosegue il primo cittadino -. L’università oggi usa 5mila metri quadri dell’ex Seminario. Sono stati spesi due milioni di euro dalle precedenti amministrazioni per sistemare la struttura. L’Insubria usa solo 2mila e 500 metri quadri. Il resto è in completo stato di abbandono da oltre quattro anni».
Inoltre, aggiunge Porro, «ci vengono corrisposti 12mila euro di affitto per tutto, in più possono usare tutte le palestre della città gratuitamente. Così non va bene, soprattutto se si pensa che un’associazione come quella dei giovani di SpazioAnteprima pagano 24mila euro l’anno per utilizzare 300 metri quadri».

Porro aveva incontrato la settimana scorsa il rettore dell’Insubria, Renzo Dionigi. Si sono lasciati con l’intenzione di istituire un tavolo di lavoro che riveda la convenzione. Senza tempi definiti. «Ripeto che noi non vogliamo cacciare nessuno – aggiunge il sindaco di Saronno -. Vogliamo sapere cosa intende portare l’Insubria a Saronno. Devono fare anche iniziative, coinvolgere scuole e associazioni sportive. Per organizzare eventi ci sono tutti gli spazi che vogliono. In altre sedi fanno le Insubriadi e i concerti. Da noi, in città, a momenti non si sa nemmeno di avere un distaccamento dell’Università. Gli iscritti negli anni sono perfino calati».
«Non valutiamo la situazione solo in termini economici – conclude Porro -: il problema è che le università hanno senso se insegnano, se si aprono sul territorio. Saranno loro a dire cosa vorranno fare, le nostre condizioni le abbiamo apertamente espresse».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2010
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