Un poker di moschettieri dello sport azzurro
Panatta e Chechi sono i migliori italiani di tutti i tempi nelle proprie discipline. Graziani e Lucchetta hanno portato la nazionale sul tetto del mondo
Gli oltre mille bambini che si preparano a giocare con quattro eccezionali campioni dello sport italiano sono stati indottrinati a dovere da maestre, mamme, papà e nonni: quando sono nati infatti il poker di animatori di "Un campione per amico" aveva probabilmente già lasciato lo sport agonistico fatta probabilmente eccezione per il più giovane di loro, Yuri Chechi, che era agli sgoccioli di una carriera eccezionale. Ecco quindi un breve ritratto di Adriano Panatta, Francesco Graziani, Andrea Lucchetta e dello stesso Chechi, giocatori che hanno portato i colori azzurri a trionfare in tutto il mondo.
ADRIANO PANATTA (Roma, 1950) – Il più grande tennista italiano di sempre, è arrivato al numero 4 del ranking mondiale nel 1976, il suo anno magico. In pochi mesi infatti Panatta vinse prima gli Internazionali d’Italia e quelli di Francia al Roland Garros, suo unico titolo di grande slam in carriera, poi guidò la nazionale di capitan Pietrangeli alla storica Coppa Davis (con Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli) conquistata a Santiago del Cile. In tutto Panatta ha vinto dieci titoli del circuito Atp, sette dei quali su terra rossa, arrivando in finale altre sedici volte. Dopo il ritiro è stato a lungo capitano di Davis arrivando a disputare una finale contro la Svezia; sempre in ambito sportivo ha gareggiato ad alti livelli nella motonautica.
FRANCESCO GRAZIANI (Subiaco 1952) – Uno dei migliori attaccanti prodotti dal calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta ha legato il suo nome anzitutto al titolo mondiale di Spagna ’82. Partner d’attacco di Pablito Rossi, Graziani segnò una rete nell’1-1 al Camerun; fu schierato titolare nella finale contro la Germania Ovest ma si fece male dopo pochi minuti lasciando il posto ad Altobelli. Con gli azzurri partecipò anche ai Mondiali ’78 e agli Europei ’80, entrambe chiusi al quarto posto.
A livello di club "Ciccio" Graziani esplose nel Torino a fianco di "Ciclone" Pulici: con i granata conquistò lo scudetto ’76. Dopo il Toro passò alla Fiorentina e alla Roma con cui disputò la sfortunata finale di Coppa Campioni 1984 contro il Liverpool. La sua fama recente è dovuta soprattutto alle molti apparizioni televisive, comprese quelle del reality Campioni in cui è stato l’allenatore della squadra protagonista.
ANDREA LUCCHETTA (Treviso, 1962) – La "generazione di fenomeni" allenata da Julio Velasco, l’Italia della pallavolo capace di vincere tre titoli mondiali consecutivi (1990, ’94 e ’98) ebbe come primo capitano Andrea "Lucky" Lucchetta, che partecipò solo al primo di quei tre campionati iridati ma che aveva già conquistato il bronzo olimpico di Los Angeles 1984 oltre ad altri tornei internazionali. Ruolo centrale, Lucchetta è famoso anche per il suo particolare taglio di capelli che mantiene ancora oggi. A livello di club ha giocato soprattutto a Modena, Milano e Cuneo e vanta in tutto quattro scudetti, cinque Coppe Italia, una Champions e altri dieci titoli internazionali con la propria società. Oggi, tra varie attività, è commentatore tecnico della pallavolo per i canali Rai.
YURI CHECHI (Prato, 1969) – Se Panatta è il miglior tennista italiano di sempre, Chechi riveste lo stesso ruolo per quanto riguarda la ginnastica artistica. Toscanissimo, ma pure varesino d’adozione, si è allenato per quindici anni nella Città Giardino sotto la guida del suo maestro Bruno Franceschetti nella palestra della "Varesina". Specialista degli anelli (da cui il soprannome "Signore degli anelli") ha ottenuto il massimo successo alle Olimpiadi di Atlanta ’96 quando vinse l’oro: purtroppo due infortunii gli costarono altrettante partecipazioni ai Giochi anche se nel 2004 conquistò anche un bronzo. Ai Mondiali invece ha vinto ben cinque titoli consecutivi cui vanno aggiunti i quattro europei e gli innumerevoli campionati nazionali. Portabandiera ad Atene ’04 ha aperto anche le Olimpiadi invernali di Torino, due anni dopo.
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