Cricket e tanta passione, il Pakistan si presenta

L'Associazione Pakistani Varesini ha in mente tanti progetti per far conoscere il Paese agli italiani e costruire integrazione. Molto attivo anche il ruolo delle donne

Un torneo di cricket per far conoscere il Pakistan. C’è anche questa idea nel programma che iassociazione pakistani varesini vulcanici promotori dell’Associazione Pakistani Varesini (APV) sta mettendo in cantiere: diciannove gruppi locali e quasi un centinaio di adesioni già pronte per essere registrate,il sodalizio si pone come scopo quello di rappresentare i pakistani diffusi qua e là in tutta la provincia di Varese, con una presenza più forte nel Gallaratese. «Un viaggio lungo 9 anni» lo definisce il presidente Pasha Naaim, un ragazzo dai modi gentili, con un master in economia e un passato "ai margini", solo pochi anni fa. «Abbiamo costruito con un lungo lavoro, con 19 gruppi promotori, anche con una presenza di donne, in rappresentanza di tutta la provincia» dice orgoglioso. La voglia di costruire reti di solidarietà e di integrazioni qui sono negli occhi delle tante persone che partecipano all’associazione: tante sono le donne, eleganti nei vestiti colorati, nei veli che coprono appena i capelli, nei monili. Gli uomini eleganti nei vestiti bianchi o scuri, quasi da gentleman inglesi (tanto ha preso il Pakistan dagli ex colonizzatori, tra cui proprio lo sport nazionale, il cricket). «Io avevo un sogno da tanti anni, creare un’associazione per la nostra comunità e per farci conoscere» dice il vicepresidente Mohammad Yousaf. «Siamo in cerca di pace e serenità e diamo la disponibilità per collaborare con questura, prefettura, ospedali, per chi ha bisogno di traduttori e mediatori». L’obbiettivo è infatti contribuire anche all’integrazione di tutti i connazionali. L’entusiasmo per conoscere l’italiano viene anche dai bambini e dalle mamme: la coordinatrice delle donne Ashiq Asba parla del «coraggio delle donne del gruppo promotore», che vogliano dimostrare di essere libere, «che non siamo chiuse in casa come ci descrivono spesso». A Gallarate i corsi d’italiano organizzati in collaborazione con Anolf Cisl e Centro EDA sono stati letteralmente presi d’assalto.
A sostenere lo sforzo organizzativo e di rete della comunità pakistana, ci sono Cisl e Iscos, la ong promossa dal sindacato cattolico. «L’obbiettivo – spiega Sergio Moia – è che gli immigrati arrivino ad essere soggetti autonomi protagonisti del proprio destino e possano contribuire a forme di integrazione che vede comunità di immigrati oggetto di modelli proposti o imposti dalle istituzioni italiani, ma anche soggetti di un confronto reale». Solo così, promuovendo in collaborazione, si può superare i problemi e costruire una società che funziona.
E il cricket? L’appuntamento è per il 18-19 giugno a Somma Lombardo, per un grande torneo con squadre dal Pakistan che vengono da mezza Italia. Ma oltre alle mazze di legno e alle palline, ci saranno anche tornei di calcio e pallavolo con squadre anche italiane. «Se dei ragazzi vogliono scoprire il cricket – dicono – siamo a loro disposizione. Ci piacerebbe portarlo anche nelle scuole»

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Abbonati a VareseNews
Pubblicato il 11 Giugno 2011
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.