A Comunità giovanile si ricorda Adriano Olivetti
Una serata dedicata al grande industriale inaugura il ciclo di appuntamenti “Uomini d’altri tempi, uomini d’ogni tempo”
Giovedì 17 novembre, alle ore 21.00, presso la sede di Comunità Giovanile, si inaugura il ciclo di appuntamenti “Uomini d’altri tempi, uomini d’ogni tempo” con l’incontro su Adriano Olivetti. A mezzo secolo di distanza si ricorda la straordinaria esperienza industriale culturale sociale politica, a partire dalla poliedrica vicenda umana e intellettuale del suo principale ispiratore e animatore. In tempi di crisi come quelli contemporanei, Comunità Giovanile ritiene doveroso promuovere le figure di personaggi del recente passato che seppero fare del bene comune la propria cifra esistenziale. Intervengono Marco Peroni (sceneggiatore del fumetto “Adriano Olivetti, Un secolo troppo presto”) e Augusto Grandi (giornalista de “Il Sole 24 ore”). L’incontro sarà preceduto alle ore 19e30 da cena (prenotazione obbligatoria entro mercoledì 16 novembre telefonando al 333 6186098 o scrivendo a live@comunitagiovanile.com – posti limitati, bevande incluse costo 10€). L’evento è presente anche su FaceBook
Chi era Adriano Olivetti? Industriale di fama internazionale, intellettuale, politico, riformatore, urbanista, editore. Olivetti fu questo e molto altro ancora. C’è stato un momento, a metà degli anni Sessanta, in cui un’azienda italiana ebbe l’occasione di guidare la rivoluzione informatica mondiale, dieci anni prima della Silicon Valley dei ragazzi Steve Jobs e Bill Gates. Una rivoluzione tecnologica che aveva le sue radici in una rivoluzione culturale e sociale, in un modello industriale pensato al di là di socialismo e capitalismo, che il suo promotore aveva cominciato a sperimentare. La Olivetti fu una multinazionale atipica, con un forte radicamento territoriale, caratterizzata da politiche sociali avveniristiche, formazione permanente e attività culturali di respiro internazionale, che furono il segreto del suo successo commerciale e non la conseguenza filantropica o mecenatistica dei suoi profitti. Come nacque tale modello imprenditoriale? In cosa consisteva il suo stile gestionale, pensato all’insegna della socializzazione della conoscenza e della responsabilità sociale dell’impresa, che promuoveva un modello di società più giusta e più libera e che condusse alle soglie della più grande occasione industriale che l’Italia abbia mai avuto?
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