Lavorare in sala operatoria, con l’adrenalina alle stelle
Paola e Sonia sono due strumentiste del Circolo. Accolgono i pazienti che devono sottoporsi a intervento e vigilano su tutta l'organizzazione della sala chirurgica
Sala chirurgica, bisturi, garze, camici verdi, mascherine e massima sterilità. È il luogo di lavoro di Paola e Sonia, infermiere strumentiste all’ospedale di Circolo di Varese, impegnate ad assistere il chirurgo passando i ferri giusti e controllando minuziosamente tutte le fasi dell’intervento.
« Sono strumentista da nove anni – racconta Paola, che lavora nelle sale di neurochirurgia e otorino – appena concluso l’università mi hanno fatto la proposta e ho accettato». Il blocco operatorio con le sue regole e i suoi risvolti non viene spiegato adeguatamente nel corso infermieristico. Esistono master di secondo livello o tirocini ma esclusivamente su base volontaria: « Sono arrivata nel blocco operatorio e ho capito subito che si trattava di un lavoro diverso, che poco ha a che fare con l’assistenza infermieristica tradizionale».

Non manca, comunque, anche l’aspetto tradizionale dell’assistenza: « I pazienti arrivano molto scossi – commenta Paola – hanno spesso paura e si affidano totalmente a noi. Dobbiamo gestire le emozioni molto forti e la nostra presenza serve a riportare un minimo di serenità. Noi spieghiamo tutto, rispondiamo alle loro domande, cerchiamo di stemperare il clima di ansia. Serve molto autocontrollo:
se ci si ferma a riflettere si rischia di stare male e di personalizzare le singole situaizoni».
L’esperienza, la quotidianità, la consapevolezza della propria professionalità poi aiutano a superare i timori e le debolezze che possono presentarsi: « Io ho lavorato in tutte le specialità chirurgiche – spiega Sonia- In quattro anni ho girato tutti i reparti. Ora sono caposala e aiuto la formazione delle neo strumentiste, le affianco all’inizio della loro attività, le indirizzo. Sono chiamata a valutare la preparazione tecnica e specialistica, le sue capacità di apprendimento oltre alla manualità ma anche il self controll».
Sonia e Paola vivono gran parte della loro vita in ospedale: la penuria di infermieri, e di strumentisti, costringono a ritmi frenetici. Le reperibilità ( di notte o nel week end) sono tra le 7 e le 12 mensili, il che comporta turni forzati successivi. A rimetterci è il proprio tempo libero e spesso la famiglia: « Il problema è che spesso gli strumentisti, una volta formati – commenta Paola – vanno in Svizzera dove si guadagna molto di più. Io sto bene al Circolo e non voglio andarmene. Magari per una breve stagione per confrontarmi con altre realtà estere. Ma Varese è la mia città » Sonia annuisce, anche per lei i Circolo è la seconda casa.
Gli articoli precedenti di Storie di corsia
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
GrandeFratello su Chiusura dell'accesso all'A8 da Largo Flaiano, il PD Varese: "Nessun preavviso, disagi intollerabili"
Felice su Ventidue data center intorno a Saronno? I cittadini si organizzano e incontrano un esperto
lenny54 su Dal prato di Pontida Salvini chiama la Lega a raccolta: congresso straordinario a ottobre
dieghito su Investito in Germania, è morto il ginecologo varesino Massimiliano Milani
matthewborg su Lago di Varese, caccia e sport d'acqua: le regole per la convivenza da domenica
principe.rosso su Il Governo elimina il bollo per auto e moto di piccola e media potenza






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.