Fine anno senza botti: la Cimberio cade contro Cantù
Derby amaro a Masnago nonostante i 4700 spettatori: brianzoli precisi e spietati contro una Varese troppo discontinua. Fatale la differenza nel tiro pesante con i biancorossi fermi al 20%
Niente da fare: il PalaWhirlpool cade al sesto assalto stagionale per mano dell’avversaria che vorresti sempre battere, una Bennet Cantù che legittima il successo sulla Cimberio (67-83 il finale) che ci prova ma che non può nulla contro i brianzoli. La squadra di Recalcati infatti soffre la tremenda continuità degli ospiti, capaci di non calare mai l’intensità (corroborata da percentuali principesche da 3 punti) e quindi di avvantaggiarsi a ogni passaggio a vuoto di Varese che non ha trovato uomini cui affidarsi sul lungo periodo.E così, dopo un avvio incoraggiante e firmato Talts, Cantù ha messo il naso avanti confermandosi poi con i break firmai dai vari Leunen (diabolico), Micov e Mazzarino mentre sulla sponda opposta Stipcevic ha confermato la difficoltà nell’affrontare la Bennet – già emersa nei playoff – e i suoi compagni non hanno fatto meglio. Diawara ha trovato fisici per i suoi denti, Kangur a sua volta è spesso rimbalzato su una difesa “rodata” dall’Eurolega mentre Fajardo e Reati hanno avuto momenti positivi ma non troppo determinanti. Poi Varese ha pagato caro il tiro da tre punti, sua arma principale: se la difesa ospite ha comunque reso più difficile la circolazione di palla e quindi le conclusioni “piedi per terra”, è anche vero che spesso il ferro ha respinto anche i tentativi ben costruiti. E’ il caso di Ganeto (0/3 nella stessa azione!), Rannikko (1/5) e via dicendo per un 4/20 finale da brividi. Con la sconfitta nel derby si complica anche la corsa verso le Final Eight di Coppa Italia a Torino: quattro posti sono ormai assegnati, per gli altri ci sarà battaglia nelle quattro partite mancanti ma tracciare un pronostico ora non è per nulla semplice. La cosa certa è che battere Treviso con l’arrivo del nuovo anno (si gioca il 3 gennaio ancora al PalaWhirlpool) è obbligatorio per coltivare speranze di Coppa.
COLPO D’OCCHIO – L’effetto derby si fa sentire e al diavolo la partenza per San Silvestro, rimandata di qualche ora pur di essere a Masnago per Varese-Cantù. Palazzetto pieno e caldo tanto nei settori biancorossi quanto nella “gabbia” destinata agli ospiti. Ben 4.700 i paganti per la sfida numero 128 tra le due nobili della provincia lombarda.
PALLA A DUE – Avvio particolare per Recalcati che mette subito in campo Reati e Talts con Stipcevic e le ali Diawara-Kangur. Per la Bennet ci sono Cinciarini e quattro reduci dell’anno scorso: Markoishvili, Micov, Leunen e Marconato.
LA PARTITA – Si comincia subito con alcuni canestri d’autore su ambo i lati, con Markoishvili e Diawara che scaldano subito la mano e i tifosi. Ma soprattutto è Talts a rispondere presente: con un 2+1 e una tripla infila due vantaggi inframezzati da tre punti di Cinciarini. L’estone va in doppia cifra con un gancio in faccia a Shermadini, entrato per Marconato e il minibreak regge sino alla sirena che suona sul 20-17.Si ricomincia con Hurtt, Fajardo, Gianella e Basile in campo e con Recalcati costretto a far sedere Stipcevic con due falli a carico. Trinchieri ha un quintetto basso, con Mazzarino marcato anche da Diawara e comunque a segno dall’arco. Il sorpasso è però di Shermadini (22-25) e matura quando Cantù in difesa comincia a chiudersi. Ganeto poi sbaglia tre tiri nella stessa azione e così Mazzarino e Basile firmano l’allungo (22-31). Un lampo di Hurtt vale 4 punti – il tabellino non tiene conto di un suo tap in – e suggerisce a Trinchieri un timeout da cui Cantù riparte con Micov, ma Varese riesce a tenersi in scia sino al 33-39 di metà gara. Venti minuti segnati da un inedito e preoccupante 1/11 nel tiro pesante che non migliorerà più di tanto.
Reati apre la ripresa alla grande, con 6 punti nel duello con Markoishvili che commette il terzo fallo. C’è però anche il quarto di Talts, non il primo fischio contestato e infatti anche Recalcati perde le staffe poco dopo, con l’arbitraggio in vena di compensazioni. Leunen punisce due volte da lontano la difesa della Cimberio che in attacco trova canestri da Fajardo e Kangur che segna il 45-50 del 25’. L’ala americana però pare quella di gara3 playoff e infila la terza bomba che vale i 10 punti di vantaggio biancoblu. Recalcati va a zona e rimette Diawara che muove il punteggio ma è in difesa che la Cimberio non riesce a costruire una base solida e la tripla di Mazzarino è un’ulteriore colpo al cuore. L’ultima sirena arriva dopo la tripla di Hurtt per il 52-62 mentre Garri con l’ultimo pallone non prende neppure il ferro.
IL FINALE – Sul -12 Rannikko dà un filo di speranza segnando finalmente da 3 e aggiungendo un libero (58-66) anche perché per una volta la Bennet sbaglia due tiri di fila. Recalcati rivoluziona il quintetto togliendo anche Diawara e affidandosi a Stipcevic, poco incisivo rispetto al solito. Micov però quando si vede fa male e ridà fiato a una Bennet avvicinata fino a -7: sarà questo il risultato maggiore ottenuto dai biancorossi. Kangur, quattro falli, lascia il posto ancora a Diawara con le due squadre già in bonus che muovono il punteggio solo dalla lunetta. Situazione ideale per gli ospiti che incrementano il tesoretto dopo lo 0/2 di Fajardo. I cinque punti di Mazzarino al 37’ sono lo scacco matto alle ambizioni della Cimberio che si rifugia in un timeout ma ormai la partita è segnata come conferma la tripla di Micov. Varese non segna neppure a giochi fatti e gli ultimi minuti servono solo a fissare il 67-83: punteggio sì troppo severo per la Cimberio ma meritato da parte degli ospiti.
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