Al Maga si taglia il personale

Il 31 marzo scadono i contratti a tempo determinato e il Comune - socio di maggioranza del museo - non intende rinnovare: "Siamo al secondo rinnovo, non possiamo riassumere". E l'indicazione è di ridurre le spese per salvare il museo

Il Maga naviga in cattive acque, i soldi non bastano, le spese fisse sono troppo alte e la cura sarà «dolorosa», come ha annunciato mercoledì sera l’assessore al bilancio Alberto Lovazzano. E siccome il grosso delle spese sono per i lavoratori, ecco che lì si attendono le scelte drastiche: le prime vittime dei tagli saranno dieci lavoratori a tempo determinato in carico alla Fondazione Zanella, l’ente (finanziato dal Comune) che gestisce il museo.

Sabato 31 marzo scadono infatti i contratti dei dieci collaboratori della Fondazione, peraltro molti di “lungo corso” (nel senso che alcuni vengono persino dalla precedente esperienza della GAM). E il Comune non intende avvalersi più del loro lavoro presso il museo di via De Magri, che è appunto finanziato dalle casse comunali (nella foto: l’inaugurazione nel 2010). «Non possiamo fare altro. Saremmo già al secondo rinnovo e non è stata fatta la pausa amministrativa» ha spiegato il sindaco Edoardo Guenzani, alla domanda posta dai giornalisti che l’hanno intercettato a Palazzo Borghi. La “pausa amministrativa” è il tempo minimo previsto tra un contratto a tempo determinato già rinnovato e un nuovo contratto, che in questo caso pare non si ritenga di poter garantire.
Nel pomeriggio di oggi (giovedì 29 marzo) il primo cittadino partecipa ad una nuova riunione (con la direttrice Emma Zanella e il consigliere d’amministrazione Alfredo Sardella) sul futuro del Maga, con al centro proprio la questione dei lavoratori. E infine venerdì mattina è fissata una riunione con gli stessi dipendenti e collaboratori del Maga, molti – probabilmente – al loro ultimo giorno di lavoro. L’indicazione venuta dal Comune è univoca: «Si deve ridurre le spese, se non si vuole che faccia la fine della Fondazione Culturale».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Marzo 2012
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